Vincere la concorrenza nel turismo? «Abbassiamo l’Iva»

E' la proposta degli albergatori del Luinese. L'Anci: «Occorre una migliore politica di marketing territoriale»

Gli imprenditori del turismo non arrivano a Luino? Allora sviluppiamo una zona franca di confine dove operare sgravi e agevolazioni fiscali per invogliarli. A sostenere questa linea Giovanni Luatti, presidente dei giovani albergatori della provincia di Varese, che commenta la notizia del mancato decollo del centro residenziale e alberghiero di Creva. «La concorrenza è l’anima del mercato e questo è indubbio – spiega Luatti – allora perché non applicare una politica diversa per una zona come quella dell’Alto Varesotto soffocata dalla mancanza di sbocchi? Una defiscalizzazione per le fasce di confine, insomma. Basterebbe abbassare l’Iva: così facendo si attirerebbero capitali pronti ad arrivare ma che guardano con sospetto la vicinanza della Svizzera».
Dunque si chiede di creare una legislazione speciale? «In sostanza si chiede di applicare la teoria della carta sconto che ha salvato i benzinai ad altre categorie del commercio e facilmente per gli operatori si potrebbe arrivare ad aumentare gli stipendi ed abbassare i prezzi – ha concluso Luatti».

Luca Sartorio, consulente dell’Anci per lo sviluppo territoriale, vede comunque una possibilità di non perdere la partita e invita tutti a fare di più per il rilancio dell’immagine di Luino: «E’ necessaria una politica di marketing territoriale aggressiva se si vuole ottenere investimenti – spiega Sartorio – Luino ha un forte bisogno di rilancio dell’immagine in costante decadimento da anni e se non si agevola chi vuole investire è difficile ottenere la fiducia delle imprese, specie in questo settore».

Fiducioso il vicesindaco di Luino Luca Minelli: «Luino è passata da una vocazione prevalentemente industriale a un indirizzo turistico – spiega il vicesindaco – . Ma si tratta di un passaggio lento. In particolare, occorre creare la cultura imprenditoriale che fa spingere nuovi operatori a investire sul territorio, anche alla luce che viviamo in uno stato di concorrenza agguerrita per quanto concerne il turismo congressuale: basti pensare a zone relativamente vicine, come il Comasco, il Luganese o la sponda piemontese del Verbano. Ci vuole tempo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2004
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