Volpe conferma: «Bontade e Ballarin li abbiamo ammazzati noi»

Nuove allucinanti rivelazioni emergono dai verbali d'interrogatorio di Andrea Volpe

Gli orrori delle Bestie di Satana sembrano non avere mai fine, come i tormenti dei dannati. Ora emerge che già in luglio, durante gli interrogatori in data 4 e 19 rispettivamente, Volpe avrebbe chiaramente confessato che Andrea Bontade e Andrea Ballarin erano stati uccisi dalla setta, dunque non si erano suicidati come ritenuto in un primo momento. Le rivelazioni sono confermate dall’avvocatessa Giovanna Menichino, legale di Volpe: «Qualcuno ha avuto modo di leggere i verbali, non vi è dubbio. Per quanto ricordo, la ricostruzione degli interrogatori è corretta e precisa».

A fine ’97 fu il ventenne Bontade a presentare Volpe a Nicola Sapone. Erano i giorni in cui si decideva della fine di Chiara Marino e Fabio Tollis, "traditori" che si stavano allontanando dal gruppo. E sempre Bontade aiutò Volpe e Sapone a scavare la famigerata fossa in cui Chiara e Fabio sarebbero stati seppelliti, salvo non presentarsi al momento del duplice delitto. Proprio il fatto di non aver preso parte all’atroce assassinio decretò la sua morte. Sapone ordinò a Volpe di tenere d’occhio Bontade. «Sta pagando la sua morte coi suoi soldi» sghignazzava Sapone.

Pare che il più accanito nel desiderare la morte di Bontade fosse Marco Zampollo, che ne aveva fissato anche la data, la notte della festa della luna, nel luglio del ’99 (data poi "saltata"). Una sera Sapone non esitò a mettere dell’LSD nel caffé di Bontade, con effetti terribili. «Bontade non si riprese più dopo quella volta» secondo il racconto di Volpe. «Rimase immobile per 24 ore filate, in preda alle allucinazioni indotte dalla droga, mentre Sapone si divertiva ad umiliarlo». Poi, la sera del 21 settembre, Sapone salì in macchina con Bontade, gli mise in mano diecimila lire e gli disse chiaro e tondo: «O lo fai tu, o lo facciamo noi». Più tardi, nella notte, lo schianto a 180 all’ora tra Somma Lombardo e Gallarate. Delitto perfetto, con tutta l’apparenza di un suicidio.

Diversa la vicenda di Ballarin. Volpe, dopo aver negato per alcuni mesi, in luglio decide di collaborare per la situazione pesantemente negativa che viveva in carcere, dove perfino i criminali di professione gliela avevano giurata. Confessata la vicenda Bontade, Volpe passa il 19 luglio a quella di Andrea Ballarin, suo ex compagno di scuola alle medie (dove Volpe era già noto come elemento poco raccomandabile). Motivo dell’esecuzione di Ballarin: un litigio con Sapone, avvenuto in un bar di Somma Lombardo nei primi mesi del ’99. Ballarin rinfacciava a Sapone di diffamarlo raccontando che si faceva di droga e spacciava. Sapone decise di lavare l’onta nel sangue, e Leoni, ancora "deluso" per non aver potuto partecipare all’assassinio di Chiara e Fabio, gli venne in aiuto. Essendo Ballarin malato di depressione, fingere un suicidio sarebbe stato un gioco da ragazzi. «Lo aspettammo nel cortile della nostra ex scuola all’una di notte. Sapone lo minacciò con un machete, gli mise in faccia uno straccio imbevuto di etere per addormentarlo, poi lo portammo davanti alla scuola e lo impiccammo. Vedrete che bello spettacolo domani, disse Sapone». Altro delitto perfetto, non fosse stato per la testimonianza di Volpe.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2004
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