Moschea chiusa anche a Como

Alla base della decisione del comune irregolarità edilizie. Intanto la comunità islamica di Gallarate si prepara alla preghiera del venerdì fuori dalla struttura di via Peschiera

Una porta taglia fuoco. Sarebbe la mancanza di questa misura di sicurezza, secondo i rappresentanti della comunità islamica comasca, l’irregolarità alla base della chiusura della moschea di Camerlata, alle porte della città.

«Ma quale porta anti incendio – fanno sapere dal comune di Como – la Moschea di via Domenico Pino a Camerlata non è compatibile con la destinazione urbanistica della zona. E’ quanto si legge nel parere tecnico espresso oggi dagli uffici di Palazzo Cernezzi, a corredo dell’iter sanzionatorio in corso».
La maggioranza, retta dai partiti della Cdl canta vittoria per una querelle che dura da anni, anche se il sindaco Bruni ha affermato che «non si tratta di un atto politico ma di precisi atti amministrativi allo scopo di far rispettare le leggi del nostro ordinamento».
Una vicenda che ha messo scompiglio e preoccupazione, come è comprensibile, tra la comunità islamica lariana, rimasta senza luogo di culto.

Gli echi della chiusura del centro islamico lariano sono arrivati, per ragioni di affinità e non solo geografica, anche a Varese, dove è ancora viva la polemica sulla moschea di Cedrate, quartiere gallaratese. Qui, in via Peschiera, da tre settimane il comune ha apposto i sigilli al centro islamico. Per domani, venerdi e giorno di preghiera, i fedeli si riuniranno fuori dalla porta del centro islamico, come già accaduto nelle settimane scorse.
Lo ha confermato il rappresentante della comunità islamica varesina Samir Baroudi (mella foto mentre parla con un agente), che non lesina critiche alla forza politica che da tempo non fa mistero di opporsi alla “calata dell’Islam” e dei suoi fedeli, la Lega. Baroudi commenta con amarezza la vicenda di Como, trovando analogie con il caso di via Peschiera. Ma, al di là della questione religiosa tout court, è la “cultura” islamica ad essere al centro delle considerazioni dell’architetto varesino.

«Sono nove anni che la Lega ci fa subire attacchi continui sul piano culturale, senza rendersi conto che altri paesi, come la Spagna, hanno addirittura eretto monumenti in onore di scienziati arabi di religione islamica che proprio nel Mediterraneo hanno concorso al fiorire della cultura delle civiltà antiche. Scoperte di cui ancora oggi beneficiamo tutti: esse vanno dai mulini a vento allo zucchero, dalle opere di ingegneria idrica alla coltivazione degli agrumi, all’algebra. E l’elenco potrebbe riempire pagine e pagine. Non siamo più disposti a ricevere attacchi di questo genere». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 luglio 2005
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