C’è una Varese che si ribella

Varese non è stata zitta, non ha fatto spallette minimizzando quanto accaduto domenica allo stadio. Ogni lettore può leggere le numerosissime email di solidarietà a Claudio arrivate alla redazione del nostro giornale. A queste si sommano decine e decine di telefonate personali.
Sui giornalisti non avevamo dubbi e fa piacere. Non era affatto scontato ma la risposta è importante.
Fa molto piacere che alcuni politici abbiano espresso il loro sdegno, tra questi anche il ministro Maroni. Fa ancora più piacere leggere le parole di Antonio Conte, un uomo che conosce molto bene Varese perché ne è stato segretario comunale.
È stata una risposta civile che serve a tutti. Anche a quei “ragazzi” dell’ignobile striscione, per niente bravi, ma su cui occorre riflettere al di là degli slogan. Loro si collocheranno pure fuori da questa, ma sono comunque una parte della comunità varesina.
Occorre fermezza, ma anche attenzione, capacità di ascolto perché un territorio è come un corpo, quando ha una malattia non può far finta di niente, ma non è imbastendo una strenua battaglia che si vive meglio. Occorre essere sani, ma anche riuscire a convivere con la malattia, coscienti però che una vita serena ha sempre bisogno di un corpo integro, senza cellule impazzite.
Grazie a Varese che comunque batte un colpo perché la convivenza civile, la democrazia, la solidarietà fanno parte di quei valori universali che mai vanno dati per scontati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 novembre 2005
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