Felpe “Varese”, tutti le vogliono, tutti le creano

Ultras, aziende, società sportive, enti pubblici. Tutti pazzi per il nome della città in pieno petto

Il lato positivo dell’ "effetto Lapo" si ripercuote sulla Città Giardino. Non parliamo ovviamente di cocaina e gusti "disinvolti": ci riferiamo invece alle felpe con la scritta "VARESE" a caratteri cubitali sul petto che si rifanno a quelle "stile Fiat" e che spopolano anche in città.

I primi a pensarci, va riconosciuto, furono gli ultras della pallacanestro (Gioventù Biancorossa) che disegnarono una felpa semplice, bianca con scritta rossa corredata di bandierina tricolore sulla manica. «Siamo stati lungimiranti ed abbiamo avuto un grande successo tanto che, avendo ancora ordini inevasi dalla "prima serie", le riproporremo al più presto» spiega Marco, del direttivo Gbr. E infatti nelle prossime gare casalinghe della Whirlpool saranno in vendita le felpe nuove, con alcune innovazioni nei colori (ci sarà anche il rosa per le ragazze) e nella grafica.

La Gbr anticipò anche la Robedikappa, la storica azienda di abbigliamento piemontese che prima di tutte lanciò in Italia la moda delle felpe con le grandi scritte, tanto da fornirle anche alle Nazionali di rugby e calcio. La serie intitolata "Eroi" da circa un anno presenta in catalogo la versione varesina che ebbe tra i primi acquirenti l’assessore Marco Caccianiga, che per indossare il capo ha addirittura rinunciato in qualche occasione a vestire con gli amati colori verdeoro di stampo brasileiro. Il prezzo, in questo caso, è piuttosto alto (sul sito dell’azienda si possono comprare tuttora a 100 euro), ma il fatto che gli articoli non siano scontati dopo tanto tempo lascia credere nel buon successo dell’iniziativa.

La scritta rosso scuro "Varese" su cotone grigio è poi diventata a settembre sinonimo di portafortuna negli ambienti solitamente più austeri ed eleganti di Villa Recalcati. La Provincia produsse infatti una quantità limitata di capi (appena quattro, grazie al Miotti di Arcisate) e li fornì alla delegazione che si recò a Madrid per l’assegnazione dei Mondiali di ciclismo che terminò con un grande successo. Anche Marco Reguzzoni (foto) venne contagiato dalla felpa-mania e si presentò vestito così (gentile concessione di Giorgio Gaspari che prestò la sua al presidente senza più riaverla indietro ndr) alla conferenza stampa indetta per festeggiare Varese iridata. «La felpa griffata dalla provincia dovrebbe diventare uno degli oggetti di punta del merchandising in vista dei Mondiali» spiega Gaspari. «Di certo ha già riscosso notevole successo viste le tante richieste che ci sono arrivate».

Ed eccoci alle ultime due versioni, forse le più attese, quelle realizzate da Pallacanestro Varese e Varese 1910. La società di basket ne ha fatto uno dei capi di punta del nuovo merchandising grazie all’accordo con l’Hdm, azienda di Castelletto Ticino specializzata in questo tipo di prodotti. «Siamo riusciti a mantenere prezzi accettabili – spiega il responsablie marketing di via Sanvito Marco Zamberletti – pur fornendo capi di buona qualità. E abbiamo scelto di riportare il nome completo "Pallacanestro Varese" proprio per non aggiungerci alla lista di coloro che avevano scritto solo il nome della città». L’impatto sul pubblico è stato subito buono: nel primo weekend "in vetrina" sono stati venduti una quarantina di capi che, per la cronaca, sono stati realizzati in tre diversi colori (rosa, azzurro e nero).

Attraversiamo la strada e spostiamoci dal palazzetto allo stadio dove il neonato settore marketing della società biancorossa ha già dato il via a un buon merchandising nel punto vendita all’interno del Bar Goalasso. «L’idea delle felpe è venuta a Luca Sogliano – spiegano dalla sede – ed è subito stato un successo. La qualità è ottima, il prezzo contenuto (50 euro) tant’è vero che oltre ai due colori sociali, bianco e rosso, stiamo pensando di ordinarne anche una versione in blu come quella che abbiamo fatto fare per i dirigenti e gli allenatori».

Insomma, ce n’è per tutti i gusti. E in un anno in cui lo sport varesino sui campi di gara dà segni concreti di rinascita quello delle felpe appare come un piccolo fenomeno collaterale (nella foto: Angelo Puricelli, Carlo Zanzi e Domenico Ghiotto). L’ultimo, nel campo dell’abbigliamento sportivo, ci fu nel 1999 quando il marchio "Roosters" si diffuse su maglie, felpe, cappellini di mezza città. Chissà che non sia di buon auspicio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 novembre 2005
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