“Il futuro dei librai è una sfida aperta”

Francesca, libraia per mestiere e per passione, racconta i dieci anni della Cartolibreria Boragno e del "suo" pubblico

La Cartolibreria Centrale Boragno compie dieci anni. Dieci anni in cui si è affermata come punto di riferimento per i bustocchi (e non solo) a caccia di novità editoriali. Francesca Boragno (foto) è la titolare della libreria, cui chiediamo di trarre un bilancio da questo decennio di intensa attività.
"Il bilancio è positivo, perchè dal 1995 ad oggi abbiamo dato vita non solo ad una libreria, ma ad attività aperte al pubblico che hanno riscosso successo" racconta. "Avendo la fortuna di occupare uno stabile in cui un tempo aveva avuto sede un cinema, abbiamo potuto adattarne una parte (la Galleria Boragno) per organizzarvi momenti culturali ma non solo. Non ci siamo limitati a degli eventi mondani come le presentazioni di nuove opere da parte degli autori, ma abbiamo voluto anche organizzare cicli di incontri di tipo più didattico su arte, cinema, letteratura".
Un impegno a trecentosessanta gradi, insomma, quello di Boragno?
«Certamente, perchè negli anni ho imparato, andando per fiere, che la gente è un po’ intimorita dall’ambiente delle librerie, non vi entra troppo spontaneamente sentendosene come costretta, mentre ad esempio in uno stand di una fiera entra molto più volentieri. Da qui anche il desiderio di creare una serie di momenti "altri" rispetto al semplice andare in libreria, per ravvivare l’interesse del pubblico».

Ma i bustocchi, che lettori sono?
«In un primo momento ci eravamo focalizzati sui romanzi, ma col tempo abbiamo scoperto che la nostra clientela ama molto i saggi, siano essi di argomento culturale, politico, letterario. Chiaramente le presentazioni di libri da parte degli autori riscontrano un grande successo – basti pensare a quanti sono venuti a seguire la presentazione dell’ultimo volume di Travaglio e Gomez».

Il mito del bustocco pragmatico, attento al denaro e allergico alla cultura letteraria, è dunque infranto?
«In sostanza sì. Tra chi compra libri da noi non ci sono solo professori, ma persone di ogni provenienza, professionisti, pensionati, studenti. Tra i giovani si nota che entrano in contatto con noi per l’obbligo scolastico, ma quando si riesce ad agganciare un loro interesse, vuoi tramite i testi musicali o i fumetti, diventano clienti affezionati. E noto con piacere che amano molto la storia».

Per i suoi dieci anni Boragno organizza una mostra di penne in edizione limitata prodotte da Montblanc e dedicate ai grandi scrittori del passato. "Già dieci anni prendemmo parte ad una mostra analoga, nella quale i migliori fotografi del mondo ritraevano la Meisterstück (dal tedesco: "capolavoro"), un modello esclusivo di penna di questa casa che ha sempre mostrato grande attenzione e mecenatismo per il mondo della cultura. Così ci è sembrato opportuno ripetere l’esperienza per il nostro decennale".

E le sue "penne" preferite, chi sono?
«Oscar Wilde e Francis Scott Fitzgerald» risponde sicura Francesca Boragno.
Infine, uno sguardo al futuro del mestiere di libraio, che appare stimolante ma al tempo stesso incerto. Con l’avvento di Internet e dell’acquisto di libri online, che sarà delle librerie tradizionali? Boragno sarà una libreria in cui si clicca e si naviga o una in cui si sfoglia e si tocca con mano?
«Il futuro è una sfida aperta dinanzi a noi. Le vendite online sono lì in agguato, noi per ora sul nostro sito abbiamo messo una vetrina di consigli virtuali. per quanto attiene alla vendita online vera e propria, cominceremo a pensarci dal prossimo anno, ma va detto subito che per i "piccoli" risulta difficile farsi strada in questo settore. La situazione dell’editoria italiana è confusa, non sono io la prima nè la più autorevole a dirlo. Basti vedere cosa capita a volte con gli ordini, dove si fanno figli e figliastri, si scatta per il grande distributore e poi si impiegano tempi biblici a rovistare i magazzini per la singola richeista del libraio di provincia».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 novembre 2005
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