«La responsabilità sociale non si impone con la legge»

È stato presentato alle Ville Ponti il nuovo servizio promosso da Unioncamere e dal Ministero del Welfare

È giusto imporre alle imprese l’obbligo della responsabilità sociale? E come si possono aiutare le aziende che vogliono diventare più “responsabili”? Sono queste le domande chiave che hanno animato l’incontro organizzato dalla Camera di Commercio alle Ville Ponti di Varese.
Di fronte a molti rappresentanti del tessuto economico e istituzionale locale è stato presentato un nuovo servizio, promosso da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dedicato proprio alle imprese interessate al tema della responsabilità sociale. In quest’ottica l’ente camerale varesino ha attivato un nuovo sportello, con sede in piazza Monte Grappa, in grado di fornire agli imprenditori il supporto tecnico e le informazioni utili in questa delicata materia.
All’incontro era presente anche il ministro del Welfare Roberto Maroni: «Sono passati più di tre anni dai primi discorsi sulla responsabilità sociale – ha commentato – da allora, grazie alla collaborazione e all’impegno delle istituzioni e delle associazioni, l’Italia è diventata uno dei punti di riferimento a livello europeo». È stata l’Agenda di Lisbona, elaborata nel 2000 dal Consiglio Europeo, ad indicare la responsabilità sociale tra gli strumenti per rendere il nostro continente più competitivo ed in grado di conseguire uno sviluppo sostenibile. Protagoniste sono dunque le stesse imprese: «Questo comportamento– ha aggiunto il ministro –deve essere volontario e non imposto per legge. Il compito del Governo è quello di diffonderne la cultura. Per le imprese esiste un vantaggio oggettivo: la crescita del loro valore e il miglioramento dell’immagine e della reputazione e questo, con il tempo, si riflette nei profitti. L’ottanta per cento dei consumatori dichiara di preferire il prodotto di un’azienda che si dimostri attenta ad alcuni principi etici e di essere disposto, in questo caso, anche a pagare un po’ di più. Questo potrebbe essere uno spunto di riflessione per molte imprese, in particolare per quelle del settore tessile che, più di altri, può trarre vantaggio da questi comportamenti visto che concorrenti di altri paesi non rispettano affatto le regole, né tanto meno l’ambiente e le condizioni dei lavoratori».

«La responsabilità sociale si intreccia fortemente con il ruolo delle Camere di Commercio – ha osservato Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere nazionale – dietro il comportamento delle imprese risiede infatti un’idea di sviluppo che va oltre la crescita della ricchezza. Le Camere di Commercio sono coinvolte perché in questo dibattito entra in gioco il contesto economico e territoriale e la competitività. Molte imprese lo hanno capito e su questo bisogna insistere: la responsabilità sociale non deve essere imposta dalla legge, ma sono la sua cultura e la sua consapevolezza che devono essere diffuse alle imprese».

«Per l’impresa – ha spiegato Angelo Belloli, presidente della Camera di Commercio di Varese – essere socialmente responsabile significa andare oltre il semplice rispetto della normativa vigente, investendo di più nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con tutti i propri interlocutori. Ciò si traduce nell’adozione, a livello economico e culturale, di una politica aziendale che sappia conciliare gli obiettivi di natura meramente economica con quelli sociali e ambientali».

«L’attenzione alla responsabilità sociale è giustificata dall’esistenza di prospettive di sviluppo che superano il senso civico di un’impresa – ha aggiunto Carlo Secchi, rettore dell’Università Bocconi – la Fondazione I-Csr, fondata dal ministero del Lavoro, Inail, Unioncamere e Università Bocconi ha l’obiettivo di diffondere presso le imprese l’importanza del comportamento responsabile, lo sviluppo della ricerca di base ed applicata per favorire il contributo italiano alla comunità scientifica internazionale attiva su questo tema e favorire il dialogo tra le istituzioni pubbliche e gli attori economici».

Durante l’incontro Grazia Cerini, direttore del Centro tessile cotoniero e abbigliamento ha presentato il caso della “Creazioni Elle”, una piccola azienda artigianale che con il sostegno del CentroCot ha realizzato un interessante progetto nell’ambito della responsabilità sociale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 novembre 2005
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