Lo Sdi contro il caro-vita

Convegno martedì 15 novembre alle 20.45 al Circolo Unione Arnatese – Cooperativa Sociale di via Checchi, 21

Martedì 15 novembre alle 20.45 al Circolo Unione Arnatese – Cooperativa Sociale di via Checchi, 21 a Gallarate lo Sdi organizza un incontro dal titolo “Cosa fare contro il caro vita. Una  proposta concreta”. Presenta Filippo Proto, segretario provinciale Sdi, modera Federico Delpiano, partecipano Mauro Antonelli, responsabile ufficio stampa Codacons, Mario Aspesi, Direttore Generale Europa Autogrill e Sindaco di Cardano al Campo, Davide Galli Associazione Artigiani di Gallarate, Giorgio Gusella, Responsabile Confesercenti Gallarate e Rappresentante dell’Associazione Commercianti di Gallarate. Conclude Maria Laura Floris, Consigliere Comunale dei Ds.

 

Riceviamo e pubblichiamo la nota dello Sdi sul caro-vita

I Socialisti Democratici Italiani esprimono il proprio rammarico per l’aumento generalizzato e ingiustificato dei prezzi dei generi di prima necessità, delle tariffe di acqua, luce, gas, assistenza, sanità, ecc. E’ una situazione insostenibile che impegna tutti gli operatori economici, politici e le amministrazioni a porre il problema e dare delle risposte a tutti i cittadini che vedono con preoccupazione il loro futuro.

Il carovita ha dilaniato i redditi fissi di pensioni e lavoro. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un progressivo impoverimento degli italiani: il lavoro è sempre più precario e senza tutele. Non va meglio al cittadino gallaratese che ha dovuto ridurre consumi alimentari, spese per abbigliamento, cultura e tempo libero.

Il sistema  economico-produttivo italiano è in forte crisi recessiva e ha contribuito in maniera evidente al dissesto dei bilanci familiari, già messi a dura prova per la forte speculazione scaturita con l’ingresso della moneta unica europea. Da tempo la famiglia media italiana per mantenere uno stile di vita dignitoso fa ricorso ai pagamenti dilazionati. Questa possibilità ha dato l’illusione  di mantenere il proprio  tenore di vita, ma al tempo stesso ha contribuito e contribuisce a non ridurre la tendenza agli aumenti.

In questo quadro i cittadini si trovano di fronte a decidere se indebitarsi per mantenere un tenore di vita dignitoso,  oppure ridurre drasticamente i consumi. Quest’ultima è la linea che sta seguendo la stragrande maggioranza degli italiani.

Nell’era della globalizzazione dove vige un sistema di relazioni interdipendenti tra stati, la crisi economica internazionale rende questi più vulnerabili. Occorre che essi mettano in campo delle politiche economiche per favorire la domanda interna aumentando i redditi da lavoro e pensioni. Occorre che le amministrazioni a tutti i livelli di governo  mettano in campo un monitoraggio per tenere sotto costante controllo l’andamento dei prezzi. Occorre inoltre che gli operatori tramite le loro associazioni di categoria convergano nel ridurre davvero i prezzi soprattutto di generi alimentari e farmaci secondo il dettato del Decreto del Ministero della Sanità. Provvedimenti, insomma, che sostengano la domanda di consumo e ridiano dignità a tutti i cittadini.                                                                          

Calogero Casà

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 novembre 2005
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