Olimpias, che fare? Referendum tra i 117 ex-dipendenti

Gli operai licenziati hanno deciso di chiedere 8 mila euro alla proprietà come buonuscita. A giorni l'incontro con il ministero del Welfare

Un referendum per cercare di ottenere una buonuscita dall’Olimpias, la tintostamperia di via Boscaccio a Cassano Magnano che ha chiuso i battenti nelle scorse settimane, lasciando a casa 117 dipendenti. L’idea è nata da un’iniziativa dei sindacati che stanno trattando la vertenza, punto di partenza per riaprire la trattativa con il gruppo Benetton, proprietaria dell’azienda cassanese. I circa 90 lavoratori che hanno votato hanno scelto l’ipotesi più moderata, vale a dire 8 mila euro da chiedere come incentivo alla proprietà per i lavoratori che rimarranno senza stipendio. L’alternativa era di chiederne 15mila, ipotesi ardita data la posizione inflessibile della proprietà.

«Non vogliamo che passi l’idea che stiamo cercando di fare un mercato delle vacche – spiega Domenico De Felice, segretario provinciale della Filtea Cgil -: la richiesta è di un incentivo per riparare al danno che i lavoratori stanno subendo e subiranno nei prossimi mesi. Se si riuscisse a fare l’accordo, tra mobilità ed eventuale cassa integrazione, un operaio riceverebbe 730 euro mensili, obiettivamente pochi per chi ha famiglia e deve far fronte ad impegni già presi in precedenza. Gli 8 mila euro che chiediamo all’azienda servirebbero a dare un indispensabile aiuto a chi non riesce a trovare un lavoro in breve tempo». La richiesta non è ancora stata presentata alla Benetton, che però negli incontri delle scorse settimane non si era dimostrata granchè aperta. La proprietà insisteva sul fatto che non avrebbe concesso nulla più del trattamento di fine rapporto (circa 4500 euro), dicendosi tuttavia disponibile a concedere la cassa integrazione straordinaria a patto che si trovi un appoggio istituzionale che faccia da “sponsor”.

«Prima di incontrare i vertici dell’Olimpias – continua De Felice – vogliamo prendere contatto con le istituzioni. Presto vedremo i responsabili del Ministero del Lavoro (il ministro varesino Roberto Maroni, in altre parole), per presentarci al tavolo delle trattative con un appoggio istituzionale forte. Il sostegno morale e la solidarietà sono importanti, ma purtroppo non bastano». Infine sabato 12 novembre l’amministrazione cassanese ha indetto un consiglio comunale aperto (salvo cambiamenti alle 10 fuori dall’azienda in via Boscaccio, in caso di maltempo appuntamento al palazzetto Tacca di Cassano Magnago) al quale sono invitati a partecipare tutti i sindaci dei Comuni in cui risiedono i dipendenti della tintostamperia. Idee in cantiere ce ne sono molte, come anche iniziative in favore degli operai che hanno perso il lavoro da parte delle amministrazioni comunali: ad esempio c’è chi propone di assumere nelle società ex municipalizzate almeno una parte dei lavoratori dell’Olimpias, altri propongono di scandagliare tutte le aziende e trovare una collocazione adeguata a chi è in difficoltà: «Sarà un ottima occasione di confronto – chiosa De Felice -, nel frattempo continuiamo a lavorare per un accordo sindacale che assicuri sia la mobilità che la cassa integrazione».               

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 novembre 2005
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