Sport: tornano i “protagonisti delle grandi sfide”

Lunedì 7 novembre l'alpinista Franz Nicolini racconterà le sue esperienze in alta quota; prossimi ospiti Filippo Magnini e Fabrizio Macchi

Lunedì prossimo, 7 novembre, ricomincia la stagione degli appuntamenti con “I protagonisti delle grandi sfide”, un’iniziativa organizzata dal Comune di Busto Arsizio e che va ad arricchire l’offerta di sport in città: "non solo sport da praticare e da vedere, ma anche sport che emoziona e che commuove" scrivono da Palazzo Gilardoni.
Come per le passate edizioni, anche quella di quest’anno vedrà sfilare ai Molini Marzoli personaggi di sicuro interesse.
Si tratta di Franz Nicolini, noto sci-alpinista, Filippo Magnini, nuotatore campione del mondo dei 100 metri stile libero, e Fabrizio Macchi, straordinario ciclista disabile: i tre campioni, oltre alla proiezione e al commento delle immagini più spettacolari delle loro imprese sportive e non, saranno disponibili a soddisfare le curiosità del pubblico.

E per la prima delle tre serate, lunedì 7 novembre, alle ore 21.00 presso la sala Tramogge dei Molini Marzoli-Massari, protagonista sarà il trentino Franz Nicolini.
Nato a Molveno nel 1960, Nicolini si appassiona alla montagna sin da bambino. La sua prima arrampicata sulla via diretta della Paganella si conclude con un volo di 20 metri che lo lascia sospeso sulla Valle dell’Adige. “Grazie alla robustezza della corda che mi salva, nonostante la giovane età, rifletto su quanto è accaduto e mi pongo degli impegni, primo fra tutti quello di affrontare la montagna con sicurezza, preparazione e allenamento” scrive lo stesso alpinista. A 19 anni, la prima dura ascesa invernale nel gruppo del Brenta, nel 1981 diventa aspirante guida, nel 1985 Guida Alpina, attività che con il tempo amplia con i ruoli di istruttore di soccorso alpino e elisoccorritore.
“Il mio rapporto con la montagna è continuo, incessante, in termini professionali, sportivi e umani” spiega Nicolini, che nel corso della sua attività ha effettuato oltre 1200 ascensioni su roccia e ghiaccio, su pareti di montagne europee ed extra-europee (Patagonia cilena e argentina, Marocco, Cina, Pakistan, Tibet – salita veloce alla cima del Cho-Oyu mt. 8.201).
La sua attività alpinistica si caratterizza per i concatenamenti che “rappresentano la volontà di evidenziare l’umiltà e la singolarità di qualcosa di unico. I dislivelli, i gradi di difficoltà sono solo dei numeri, la traduzione aritmetica della nostra capacità fisica, ma non sono nulla rispetto alle sensazioni: la montagna non si conquista, si percorre con il rispetto e l’ammirazione che proviamo per i grandi capolavori dell’uomo. (…) Nel caso della montagna la Regia ha voluto che provassimo le sensazioni ancora più grandi”.
Tra i concatenamenti più importanti Nicolini ricorda l’invernale della via Dolomieu del 1997 (15 vie di arrampicata su 15 cime della catena centrale del Brenta per un dislivello totale di mt. 8000 con gli sci da alpinismo e di 7.500 mt. in arrampicata con difficoltà di 5° grado in 5 giorni con ritorno tutte le sere a valle e risalita al mattino).
Nicolini si distingue anche nelle competizioni di sci alpinismo agonistico, attività avviata dalla metà degli anni ’90 dopo aver ripetuto centinaia di itinerari. Tra gli ultimi risultati si segnalano il titolo di campione italiano a squadre nel 2001 , il titolo di vice-campione europeo nel 2002 e i primi posti ottenuti nel 2004 al Sellaronda, alla Pizzolada, alla gara del Brenta, alla Coppa delle Dolomiti, al raduno del Monte Peller e del Monte Roen. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 novembre 2005
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