A Samarate è emergenza casa

Il vicesindaco Paolo Bossi lancia l'allarme ed espone alcune possibili stategie per affrontare la carenza di alloggi e gli affitti elevati: "un problema da affrontare tutti insieme"

Sembra strano, ma anche in una tranquilla e ricca cittadina di provincia come Samarate il problema casa si va facendo acuto e richiede interventi. A denunciarlo è il vicesindaco Paolo Bossi, che detiene la delega per i servizi alla persona. "Bisogna condividere questo problema e trovare soluzioni collegiali, che coinvolgano amministrazione, minoranze in consiglio comunale e tutte le parti interessate".

"C’è sempre più spesso gente che si rivolge al Comune per problemi di mancanza di alloggio, e riscontriamo di frequente anche situazioni di sovraffollamento e fatiscenza degli stabili – soprattutto dove sono alloggiati extracomunitari" spiega Bossi. "Al momento abbiamo inoltre cinque sfratti esecutivi per i quali dobbiamo trovare una soluzione, e per le tre case popolari che si sono liberate nel frattempo abbiamo avuto 46 domande…" Frattanto aumenta il numero dei single, spesso uomini con problemi economici e non solo, o quello delle donne divorziate con figli, o dei pensionati: "e c’è anche chi non ce la fa a pagare i mutui, e perde la casa che stava cercando di acquistare".

Al problema della carenza di alloggi l’amministrazione ha risposto aumentando al 7 per mille l’ICI sulle case sfitte, nel tentativo di incentivare la locazione, e dando il via libera ("dopo vent’anni in cui non si è costruito nulla per l’edilizia popolare") a nuove edificazioni di case popolari a San Macario, per 37 alloggi complessivi. Ma restano le urgenze del momento: gli affitti sono alti ("anche 5-600 euro al mese per monolocali fatiscenti, abbiamo visto gente che vive senza riscaldamento perchè non può permetterselo con questi affitti"), e ancora non si ha un’idea di quante siano le case sfitte, visto che i controlli in materia sono fermi alla situazione del 2002.

"Chiaramente cerchiamo di venire incontro anche ai proprietari, che hanno bisogno di garanzie sulla redditività, la manutenzione e i tempi di rilascio della case che affittano. C’è chi si rifiuta di affittare una casa perchè dice: la voglio lasciare a mio figlio, se poi gli inquilini mi si barricano dentro…" Bossi non si nasconde la difficoltà del compito: "Non è che arriviamo noi e risolviamo il problema casa: dico solo che serve un tavolo di lavoro sull’emergenza casa, cui inviteremo associazioni di categoria, agenzie immobiliari, costruttori, il terzo settore per valutare insieme le scelte da operare. Quanto alle garanzie per i proprietari potremmo operare come si fa già in molti Comuni del Veneto, dove le amministrazioni affittano da privati alcuni appartamenti che utilizzano per gestire le emergenze di chi è rimasto senza alloggio, per periodi relativamente brevi (non più di due anni), garantendo controlli scrupolosi e il rispetto dei termini di scadenza dei contratti. Vi è poi la possibilità di convenzionarsi con agenzie immobiliari sociali, che fanno incontrare domanda e offerta garantendo controlli sulla manutenzione dell’alloggio, e quella di istituire un fondo di garanzia per i proprietari". Insomma, le scelte possibili sono varie, e mirate a tutelare un po’ tutti gli attori: la volontà, da parte del Comune, è quella di mettere tutti intorno ad un tavolo e di discuterne, "perchè affrontare l’emergenza è giusto, ma bisogna anche pensare ad una politica più a lungo termine".

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 febbraio 2006
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