Adamoli: «È ora che si faccia luce sul futuro della sanità varesina»

Il consigliere regionbale della Margherita Adamoli interviene sulla questione dell'ospedale e chiede un incontro urgente con i vertici del Pirellone

Riceviamo e pubblichiamo

La lettera aperta del nuovo Direttore Generale dell’Ospedale di Varese Pampari è garbata e più realistica del solito ma lascia correttamente intravedere problemi scottanti ancora aperti.

Ne indico tre. Primo: vi è stato un dialogo assolutamente insufficiente negli ultimi dieci anni sia all’interno dell’ospedale sia con l’università. Io aggiungo anche tra ospedale e città con una colpevole ignavia da parte delle amministrazioni comunali che si sono succedute. Secondo: non vi sarebbero “motivi sufficienti per pensare che le persone ricoverate nel nuovo monoblocco debbano essere meno assistite dei pazienti ricoverati nell’attuale Circolo”. Ci mancherebbe altro! Questa considerazione che vorrebbe essere rassicurante suscita invece un poco di inquietudine. Duecento ed oltre miliardi di vecchie lire portate faticosamente a Varese con la programmazione regionale di fine anni ottanta non sono noccioline e dovevano servire per un grande salto di qualità, non solo per mantenere o migliorare leggermente il livello odierno. Terzo: vi  è la conferma che il programma di recupero dei padiglioni attuali non è nemmeno mai stato immaginato in modo serio e concreto.

Tutto ciò dimostra che la riunione di tutti i consiglieri regionali di Varese con l’assessore alla Sanità Ce’ e con il nuovo Direttore generale, richiesta da me e dal collega Tosi qualche settimana fa’, è più che mai urgente e non può esserci negata.

C’è da fare chiarezza infatti una volta per tutte sul numero complessivo dei posti letto fra “Circolo” e “Ponte”, sulla volontà di ristrutturare la parte restante dell’ospedale e di individuare le fonti di finanziamento, sulla reale possibilità di cambiare le destinazioni di alcuni spazi e superfici del monoblocco per conciliare meglio ospedale ed università e per rispondere alle perplessità di molti Primari.

Per queste problematiche delicate e decisive non si può prescindere dalla responsabilità politica della Regione e di tutto ciò il Direttore generale non può non essere pienamente consapevole.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2006
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