Airone morto nel fiume. Polemiche sugli interventi

Il sindaco accusa: "Ritardi dell'Asl". Replica il responsabile veterinario: "Bisogna selezionare, si rischia di andare in tilt"

 Un airone morto ha preoccupato il piccolo comune di Inarzo. L’animale è stato trovato nel torrente Riale, poco fuori dall’oasi faunistica Palude Brabbia, gestita dalla Lipu. La segnalazione è giunta subito al sindaco di Inarzo, Francesco Casola, che ha provveduto ad allertare l’Asl: «Ho passato una mattinata intera al telefono – spiega il primo cittadino -, ieri (14 febbraio) sono stato rimbalzato prima alla Polizia provinciale faunistica e poi ancora all’Asl, ma solo oggi sono intervenuti a rimuovere la bestia. Non vogliamo creare psicosi, ma ci aspettiamo attenzione da parte degli organi competenti, anche perché noi abbiamo fatto i censimenti ai pollai e tutto il resto nei tempi giusti». La Lipu getta acqua sul fuoco: «Non c’è pericolo, non è un singolo caso a poter scatenare la psicosi».

Sui presunti ritardi giunge pronta la spiegazione del dottor Franco Turri, responsabile del Dipartimento Veterinario dell’Asl: «In questo periodo le segnalazioni piovono da ogni parte – spiega -. Lunedì il laboratorio zooprofilattico di Brescia si è bloccato per il troppo lavoro, dovremo per forza di cose procedere ad una selezione. I passeracei e passeriformi dovranno essere smaltiti dall’amministrazione comunale, per i migratori e le altre specie a rischio interverremo noi di concerto con le forze dell’ordine preposte. Nel caso specifico, ci scusiamo per i ritardi, ma non è il singolo capo morto a destare attenzione, una moria diffusa è un indicatore preciso. Noi agiremo comunque, ma abbiamo tempi stretti e troppe segnalazioni alle quali rispondere. Inoltre in questo periodo, gli animali possono morire anche per le avverse condizioni climatiche e di aironi ne abbiamo portati a controllare altri nei giorni scorsi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 febbraio 2006
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