Ambrosetti, il varesino che parla la lingua dei giovani

Un successo la serata al Vela per parlare dell’educazione: in milleduecento hanno ascoltato la testimonianza del famoso consulente

In milleduecento l’altra sera al “Vela” di Masnago per assistere a un dibattito sull’educazione dei giovani: protagonisti Alfredo Ambrosetti, star mondiale della consulenza alle imprese, e Raffaello Vignali leader della Compagnia delle Opere.  Un dibattito nel solco e nel ricordo di don Luigi Giussani, fondatore di CL e grandissimo  educatore.

A distanza di poche ore la città ha dunque ospitato due eventi che hanno visto la partecipazione di giovani: non è praticabile un confronto sul piano culturale e comportamentale tra i bollenti giovani padani e l’ovattato, riflessivo clan ciellino. Esprimono essi due mondi lontani e diversi anche nel ruolo che svolgono nella società  civile e in politica. Vanno accettati e giudicati per quello che hanno dato e danno per la  crescita della comunità.

Ho immaginato Alfredo Ambrosetti tenere lo stesso discorso ai giovani padani: avrebbe  attirato la loro attenzione tanto egli ha navigato nel mare di una realtà sconvolgente, quella che attende chi vive  gli anni giovani, quella che richiede consapevolezza, preparazione, dinamicità, un piede sempre nel futuro e la carta d’identità di cittadino del mondo. Una realtà che esige educatori ed educazione nel segno del rinnovamento e del rispetto delle regole.

Alfredo Ambrosetti ha affascinato e convinto i molti che non lo conoscevano, che non immaginavano una lettura così importante del rapporto tra educazione e un mondo delle attività  che vive di velocità bruciando tempi ed esperienze, che esclude chi si ferma.

Non era la prima volta che lo ascoltavo e l’ho trovato come sempre convincente, anni luce davanti a noi tutti.

Di Alfredo Ambrosetti parlo con orgoglio varesino quando ne ho l’occasione.

A volte anche con un pizzico di malinconia perché  è uno dei non pochi grandi nati nella nostra città e che in ragione della loro attività vivono e si affermano lontano da Varese.

Alfredo a casa ritorna per essere utile e in occasioni e situazioni  diverse. Lo fa con spirito di servizio, lo apprezziamo tutti, poi però lo si vede ripartire. E noi si rimette nel cassetto sogni e fantasie per una Varese grande e vincente. Ci consola una certezza: egli sa che la sua città gli vuole veramente bene. Chissà, un giorno, forse. Alfredo, Alfredo di questo cuore…  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2006
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