Busto attende il commissario, bufera sulle nomine Agesp

Consiglio comunale senza numero legale a palazzo Gilardoni, quale ultimo atto dell'amministrazione Rosa

Le ultime mosse di Luigi Rosa da sindaco fanno discutere. In particolare le nomine dei consiglieri d’amministrazione di Agesp SpA, una sorta di "summa" dei suoi più fedeli sostenitori in questi mesi di pesanti, continui attacchi alla sua gestione. Ieri sera a Palazzo Gilardoni, benchè il consiglio comunale fosse ormai disciolto per le dimissioni di 28 dei suoi 30 membri, si sono trovati l’ex sindaco, il segretario comunale Pascale e, soli ex consiglieri presenti, i rappresentanti di Rifondazione Comunista Corrado e Lofano. Corrado, prima che l’ex sindaco sciogliesse la seduta per mancanza del numero legale, ha ribadito in tale sede la sua condanna dell’"irresponsabilità", nelle sue parole, con cui i consiglieri si sono dimessi proprio il giorno in cui si sarebbe potuta risolvere una volta per tutte la questione Accam, andando a ri-approvare la convenzione: "una vergogna". "È colpa della maggioranza se si è perso il controllo del sindaco" osserva oggi il capogruppo comunista. "pertanto, chi è causa del suo male pianga se stesso. Le nomine Agesp? Gira voce che che nel CdA avesse nominato anche il suo cane Labrador, Felice, ma che quello abbia declinato l’incarico per senso di opportunità…"

Da destra giungono commenti secchi e improntati a stizza da un lato, riserbo dall’altro. "Siamo al canto del cigno, ed è pure stonato" chiosa brevemente l’ex assessore leghista Giampiero Reguzzoni, "silurato" l’altro ieri con i colleghi di partito Albè, Ruffinelli e Buzzi. Per Gigi Farioli di Forza Italia, "dopo i titoli di coda direi che siamo ormai al film muto. Qui non è più il tempo della polemica, dobbiamo riflettere e ricostruire". Prima di tutto ricostruire l’unità del centrodestra ed avviare la battaglia contro Rosa, che sicuramente, con la sua lista civica, sarà in grado di rosicchiare non pochi voti proprio alla Casa delle Libertà.

E fra chi sicuramente si impegnerà per la lista civica di Rosa c’è Mario Cislaghi, rappresentante dei Comitati di quartiere e neoconsigliere d’amministrazione in Agesp SpA. "Anche noi dovremo chiarire alcune cose, per esempio chi vuole prendere parte attiva nella lista a sostegno di Rosa. Questo perchè i comitati, sia chiaro, non coincideranno con la lista: non tutti i rappresentanti approvano che ci si dedichi alla politica attiva, e ieri Sergio Moriggi (altro esponente "storico" dei comitati, di area cattolica di centrosinistra, ndr) ci ha tolto il saluto quando ha saputo delle nomine per il CdA Agesp". C’è da sperare che le divisioni non danneggino l’attività dei comitati, tutto sommato positiva e apprezzabile al di là di ogni considerazione politica.

Dopo le nomine e il "consiglio comunale fantasma" di ieri sera, si è andati a festeggiare: Rosa e i neo-consiglieri si sono ritrovati al ristorante Capri, dove, in un’altra sala, erano presenti vari esponenti di DS e Margherita… che a loro volta non sono affatto entusiasti degli ultimi sviluppi. Valerio Mariani, capogruppo della Margherita e indicato da molti come possibile candidato sindaco del centrosinistra, trova che Rosa abbia avuto "atteggiamenti teatrali, cercando una ribalta che non gli spettava più; quella di ieri sera in sala consiglio è stata una triste sceneggiata". "Situazione kafkiana", per Mariani, "quella delle nomine Agesp, "in sè probabilmente anche legali, ma comunque un colpo di teatro a beneficio degli amici e di coloro che gli hanno messo a disposizione per anni una rappresentanza dei cittadini e per i cittadini, una vera caduta di stile". Come relazionarsi con un simile CdA di Agesp, che forse neppure il prossimo sindaco (se non sarà di nuovo Rosa…) potrà sciogliere, non potendo legalmente costringere i consiglieri alle dimissioni? La durata del CdA dovrebbe essere in teoria di tre anni, o almeno fino alla effettiva fusione di Agesp con Amsc, i cui tempi non sono agevolmente prevedibili.

Chi esprime dubbi sulla legalità di una nomina effettuata in fretta e furia mentre il consiglio comunale decadeva per effetto delle dimissioni dei suoi membri è Audio Porfidio, il battitore libero per eccellenza di questi quattro tempestosi anni di amministrazione Rosa. "È una vergogna" tuona il consigliere, scatenato. "Si è trattato di un atto di forza di dubbia legalità, con il quale ha premiato i suoi compagni di merende". Fra i gustosi retroscena raccontati da Porfidio, quello della raccolta di firme per le dimissioni contestuali dei consiglieri improvvisata già lunedì sera. Un’autentica corsa contro il tempo, quella fra Rosa e i consiglieri: "Abbiamo cominciato a raccogliere le firme per dimetterci in massa subito dopo che Rosa, mezz’ora prima della conferenza stampa da cui ci ha esclusi, ci aveva comunicato la sua intenzione di dimettersi. Temevamo che nei venti giorni che gli restavano facesse danni – ed è comunque riuscito ad infilare le sue nomine all’Agesp – , per poi magari cambiare idea e all’ultimo momento e dovercelo sorbire ancora fino al 2007. Ma gli è andata male".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 febbraio 2006
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