Cade la Giunta: era ora, anzi no

Busto reagisce con nonchalance all'epilogo della crisi: fra i cittadini, forse già rassegnati, reazioni di diverso segno, ma tiepide e fin troppo caute

A Busto la crisi passa e va, i cittadini restano, sempre pronti a mugugnare, che l’amministrazione ci sia o no. La reazione della cittadinanza alla notizia della caduta della Giunta Rosa non sembra di quelle ferme, o particolarmente degne di nota: i bustocchi sembrano fare perlopiù spallucce con una certa aria di rassegnazione, tenendosi le proprie opinioni per quando si tornerà a votare, sperando in un governo della città più solido, stabile ed affidabile. Preoccupa semmai una certa tendenza a "nascondersi" da parte di molte persone, che sembrano temere chissà quali ritorsioni se il loro nome viene associato anche alla più innocente delle osservazioni.

Come sempre un punto di vista privilegiato è quello degli edicolanti, dove la gente si ferma, apre i quotidiani e comincia a commentare i fatti del giorno.
La titolare della cartoleria Ceriotti di via Ferrer, a Sacconago, è scettica: "Cosa ne sappiamo noi cittadini, delle vere motivazioni che hanno portato alla caduta del sindaco? Ci sono i giornali, certo, e scrivono molto, ma quel che avviene realmente nel Palazzo resta fuori dalla nostra visuale. I politici hanno i loro giri, e la gran parte della gente ne è esclusa, per cui i commenti pro o contro che si sentono, alla fine lasciano il tempo che trovano". Alessandro, da poco tempo subentrato nella gestione dell’edicola della stazione Nord, ha anche avuto occasione di incrociare un assessore uscente dell’ex Giunta Rosa ("sembrava che non gliene importasse granchè, pareva quasi indifferente… non so come si chiama, io sono di Bolladello, non di Busto"): a suo dire, gli scontenti e "quelli che era ora" si equivalgono tra i commenti della clientela, in buona parte formata di pendolari.

Nel bar della stazione troviamo un uomo impegnato a meditare sulle pagine di un noto quotidiano locale: il soggetto ideale. "Leggevo adesso della nomina del commissario prefettizio, che viene da Roma e non sa nulla di questa città" commenta Franco De Martini Caccia. "Mi sembra un po’ strano che si prendano commissari da un capo del Paese (Guglielman era commissario a Niscemi, in Sicilia) e li si spedisca così all’altro, ma tant’è. Sulla crisi, inutile nascondersi che chiunque segue sulla stampa l’evolversi della situazione si aspettava un epilogo così: tuttavia dispiace". E se Rosa si ricandidasse? "Per me ha buone possibilità, avrebbe ancora molti sostenitori. I suoi detrattori dicono che non ha fatto niente, ma per me non è vero; poi, per carità, errori ne fanno tutti, ne hanno fatti sindaci prima di lui e li faranno quelli che verranno dopo". Al mercato, invece, la visita è poco fruttuosa: la gente è molto attenta ai prezzi, ma poco alla politica.

"Cose da pazzi" scuote la testa Valerio, residente a Olgiate ma nato e cresciuto a Busto: "non sono cose belle, vedere finire così le amministrazioni. Ma perchè hanno voluto buttare giù il loro sindaco?". Già, il perchè. I bustocchi, nonostante la mole di lavoro della stampa, non sembrano aver capito i reali motivi della crisi: e sono in buona compagnia.
"Era ora, ci voleva; si aspettava da un pezzo che se ne andassero, così non si poteva continuare" commenta en passant una signora carica di sporte sotto i portici di via Milano; ma anche lei si mostra ritrosa anche solo a dare un nome di battesimo – anche qui la paura di esporsi, pessimo segnale per la libertà d’opinione.
Chi invece non si tira indietro, ma commenta liberamente e appare ragionevolmente informato, è il signor Gianluigi Zoia, incrociato davanti a una gastronomia – è mezzogiorno e pure lo stomaco vuole la sua parte. "Non si può certo esser contenti quando cade un’amministrazione" risponde "perchè si crea un vuoto di potere che il commissario certo non può riempire, e decisioni importanti per la città vengono rinviate di molti mesi. Gli unici a trarre qualche soddisfazione da quanto è successo saranno alcuni addetti ai lavori che hanno tramato per giungere a questo obiettivo. In tutta franchezza, non mi sento di dire che Rosa abbia amministrato male".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 febbraio 2006
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