Caos sulle domande di lavoro per gli immigrati, caccia al modulo mancante

Ci sono persino i bagarini sul kit che dal 18 dovrebbe essere disponibile alle poste ma non si trova

E’ rischio caos per il modulo sui flussi 2006, quei documenti che i datori di lavoro italiani firmano per richiedere personale straniero secondo la legge Bossi Fini. Un modulo molto importante per i lavoratori immigrati in Italia, perché consente il permesso di lavoro a 170mila di loro.

La versione 2006 di questo documento da compilare ha subìto vicende che portano inevitabilmente al caos che sta già montando in questi giorni: presente addirittura on line sul sito del ministero dell’interno fin da gennaio (cosa che ha fatto muove rin anticipo e inutilmente i patronati) ai primi di febbraio ha cominciato a serpeggiare il contrordine: quello del ministero degli interni che stava approntando un modulo completamente diverso ha reso  l’altro, e le domande con esso già compilate, carta straccia.

La consegna di questo nuovo modulo in un kit del tutto simile a quello della sanatoria del 2002, è avvenuta ufficialmente a partire da sabato scorso, 18 febbraio 2006, in posta.
E in meno di un’ora i kit erano già irreperibili negli uffici postali varesini: «Abbiamo mandato 30 volontari in vari uffici postali del varesotto alle nove di mattina del 18: non c’era già più niente. Tra tutti, sono riusciti a raccogliere 11 moduli – ha spiegato Sergio Moia, responsabile Anolf – Abbiamo poi saputo che erano state  consegnati in tutta Italia 170mila kit per 170mila posti disponibili». 

Da quel momento ha cominciato a montare tra gli immigrati il panico: i moduli infatti saranno valutati – e quindi accettati –  con un criterio anche cronologico, il che rende fondamentale essere attrezzati di tutto nel giorno da cui sarà possibile consegnare le domande. Vietato perciò essere sprovvisti del modulo, per chi vuole restare in Italia con un permesso di lavoro.

Per risolvere la questione il Ministero annuncia che dal 23 sarebbero stati disponibili i moduli anche presso le associazioni che si dedicano all’integrazione degli immigrati iscritte all’albo della Presidenza del Consiglio: «Moduli che non solo non ci sono stati consegnati né ieri né oggi, ma  che arriveranno a noi solo, e forse, martedì – prosegue Moia – Mentre invece gli impiegati delle poste stanno già “girando” gli immigrati alle associazioni, dicendo falsamente che li abbiamo noi» La situazione è aggravata dal fatto che martedì è il 28 febbraio, mentre sembra già certo che il 3 marzo verrà promulgato il decreto di attuazione: questo significherebbe “in automatico” che le domande dovranno essere presentate dal 10 marzo.

«Con l’inevitabile fila biblica davanti alle Poste – precisa Moia – che potrà avere anche elementi di tensione, vista l’importanza per gli immigrati di avere il permesso di lavoro per rimanere in Italia»
Risultato: confusione totale tra gli immigrati, preoccupazione crescente, sensazione di avere l’assoluta necessità di procurarsi ad ogni costo quel benedetto modulo. Con un importante e grave effetto collaterale: la creazione di veri e propri “bagarini” che offrono di vendere i moduli a prezzi che arrivano anche a 150 euro.

«Una fibrillazione comprensibile, anche perché questa “aggiudicazione del permesso di lavoro” viene vissuta dagli immigrati quasi come una sanatoria, come a ben vedere di fatto è – commenta Moia – Gli immigrati che “entrano“ con le accettazioni delle domande relative ai flussi sono almeno nella metà dei casi immigrati già presenti in Italia irregolarmente. Altri invece sono ricongiungimenti parentali, che con la nuova Bossi Fini subiscono norme molto più restrittive, che avvengono attraverso assunzioni: per esempio, di figli maggiorenni. Tanto è vissuta come una specie di “sanatoria” questa domanda, che abbiamo ricevuto già più di una decina di telefonate, prevalentemente da Tunisia e Marocco, che ci hanno chiesto lumi sulla “sanatoria” del 18 febbraio»

Interpellato, l’ufficio comunicazione territoriale di Poste italiane però nega totalmente la situazione denunciata: «Noi consegnamo moduli per i flussi ogni mattina ai vari uffici postali. E da ieri ci risultano consegnati i moduli anche ai patronati» è stata la risposta. Con una raccomandazione in aggiunta: «Considerato che non è nemmeno nota la data dalla quale potranno essere consegnate le domande, sembra eccessiva la preoccupazione che sta montando in queste ore».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 febbraio 2006
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