Consegnate al prefetto le firme per il “Made in”

L'iniziativa, voluta dall'Associazione Artigiani per spingere Governo italiano e UE all'approvazione delle leggi sul "made in", ha avuto tra i primi firmatari anche Reguzzoni

Le 600 firme raccolte dall’Associazione Artigiani della Provincia di Varese – una petizione a tutela del "Made In" che le microimprese della struttura varesina hanno sostenuto con forza – sono state consegnate questa mattina, venerdì 10 febbraio, dal presidente dell’Associazione Artigiani, Giorgio Merletti, e dal referente provinciale della struttura varesina per il settore moda, Enrichetto Ghezzo al Prefetto di Varese Roberto Aragno (i tre, nella foto). Un incontro durante il quale il Prefetto si è reso disponibile per inoltrare la petizione al Ministero delle Attività Produttive, dell’Economia e del Commercio Estero e per approfondire ulteriormente i problemi che interessano il mondo delle microimprese.

La "questione" del Made In è un nodo ancora irrisolto e la raccolta di firme dell’Associazione Artigiani, che ha visto tra i primi firmatari il presidente della provincia Marco Reguzzoni (nella foto, il momento della firma), è nata per porre al Governo italiano e alll’Unione Europea la richiesta di agire con urgenza sulla questione, «considerando il fatto che l’imposizione di dazi ai prodotti provenienti da paesi che praticano la concorrenza "sleale" non può comunque essere l’unica soluzione a questo fenomeno – spiegano in una nota – Per questo il 22 marzo i piccoli imprenditori di Confartigianato "marceranno " su Bruxelles per presentare al Parlamento Europeo le problematiche del comparto Tessile-Abbigliamento-Calzaturiero e per richiedere che in tempi brevissimi venga definitivamente approvato il Regolamento per l’etichettatura di origine obbligatoria per i prodotti fabbricati in Paesi extra Unione Europea» Una norma che, benchè abbia avuto valutazione positiva dalla Commissione europea, ha un iter procedurale è reso difficoltoso da alcune nazioni dell’Unione.

 «Ecco perché la nostra struttura – afferma Giorgio Merletti, Presidente  dell’Associazione Artigiani – da tempo insiste sul alcune misure "difensive". A partire dall’immediato inserimento della clausola di salvaguardia, così come espresso all’art. 241 del  Wto,  che permette l’adozione di provvedimenti atti a limitare la crescita delle esportazioni cinesi "qualora la destabilizzazione del mercato rischi di impedire l’ordinato sviluppo del commercio". Nello stesso tempo riteniamo sia importante munire MalpensaFiere di spacci aziendali che diano maggiore visibilità ai prodotti di quelle  imprese che vadano oltre il sistema moda per estendersi all’arredo, al benessere, al tempo libero e ai servizi e che siano presenti e operanti sul territorio della Provincia di Varese da almeno cinque anni. A questi si aggiunge il rafforzamento dei controlli all’aeroporto di Malpensa organizzando l’hub con laboratori che verifichino la tracciabilità dei prodotti in ingresso, affinché rispettino alcuni vincoli normativi europei per tutelare produttori e consumatori».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 febbraio 2006
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