Contributo alle famiglie, Consiglio d’Istituto dalla parte del preside

In un'assemlea aperta gli organismi della scuola hanno difeso il dirigente scolastico accusato dal quotidiano "La Padania" di fare propaganda elettorale.

“Abbiamo chiesto un piccolo contributo economico alle famiglie esattamente come fanno migliaia di scuole in tutta Italia, non capisco dove sia lo scandalo”. Il Consiglio d’Istituto della scuola media “E. Fermi” di Comerio – per bocca del presidente Giannino Pozzi – fa quadrato attorno al dirigente scolastico Antonio Antonellis, accusato dal quotidiano “La Padania” di sfruttare il suo ruolo per fare campagna elettorale.

Lo stesso Antonellis ha deciso di tenere un incontro tra gli organismi dirigenti della scuola e tutti i genitori, invitando anche l’autore dell’articolo apparso sul giornale della Lega Nord. L’incontro si è tenuto nel tardo pomeriggio di oggi ed ha visto presenti numerosi genitori, anche se il giornalista non si è presentato. L’introduzione è stata affidata a Giannino Pozzi ed al suo vice, Franco Reggiori, che hanno difeso a spada tratta l’operato della scuola. “Se proprio abbiamo una colpa è quella di aver voluto spiegare nei dettagli perchè chiedevamo questo contributo, un eccesso di zelo che è stato strumentalizzato da chi ha spedito la lettera al giornale e dal giornale stesso” continua il presidente del Consiglio d’Istituto. La lettera incriminata è quella inviata a tutte le famiglie per chiedere un contributo di dieci euro, per sostenere le spese scolastiche sempre più difficili da gestire in seguito ai numerosi tagli imposti dal Ministero dell’Istruzione. “Un contributo minimo, peraltro non obbligatorio, a differenza di altri istituti che vincolano l’iscrizione al pagamento della somma” precisa Reggiori. Nessuna strumentalizzazione politica quindi, solamente una doverosa presa d’atto della situazione. “Semmai chi ha voluto ricamare sopra la vicenda è stato il genitore che ha spedito la lettera alla Padania invece di chiedere chiarimenti a scuola – contrattacca Pozzi – una mossa pretestuosa che non ha fatto il bene di nessuno”. Con l’aggravante che il “piccione viaggiatore” è tuttora anonimo. Insegnanti e genitori si stringono dunque attorno al dirigente scolastico, chiarendo che quella della lettera è stata un’iniziativa votata all’unanimità dal Consiglio d’istituto, composto da diciannove persone tra insegnanti, personale Ata e rappresentanti dei genitori.

Gli stessi genitori sono apparsi i più arrabbiati di tutti, in quanto si sono sentiti usati dalla “Padania”. “Dall’articolo sembrava che ci fosse stata una presa di posizione da parte di tutti noi quando invece si è trattato dell’iniziativa di un singolo” ha protestato una donna. Qualcuno ha addirittura chiesto che si procedesse per vie legali contro il quotidiano leghista, dato che a norma di legge non si potrebbero pubblicare documenti ufficiali di una scuola senza l’autorizzazione della stessa. Un’ipotesi che è stata però accantonata: la linea della scuola di Comerio è quella del dialogo. L’unico genitore che ha criticato la lettera è stato Mario Robustelli, il vicesindaco di Luvinate, ma lo ha fatto con argomenti completamente diversi da quelli – pretestuosi – utilizzati dalla Padania: “E’ sbagliato chiedere soldi alle famiglie per mandare avanti la scuola dell’obbligo, sarebbe stato meglio rivolgersi all’amministrazione comunale”. Un appunto che lo stesso Antonellis ha condiviso in linea di principio, spiegando però che “l’amministrazione comunale contribuisce già alle spese scolastiche ed in questo periodo anche le casse dei Comuni soffrono dei tagli imposti dall’alto”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 febbraio 2006
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