Crisi Lega-Cdl, una bolla di sapone

Il consiglio federale del Carroccio si riunisce e propone 5 punti per restare nella coalizione di centrodestra. Berlusconi: «Con la Lega tutto risolto»

Con la Lega "è già tutto risolto da ieri sera". Così Berlusconi ha ricucito lo strappo minacciato dalla Lega, riunutasi in consiglio federale per decidere l’atteggiamento da seguire con gli alleati della Cdl. «Condividiamo i punti richiesti dal Carroccio per il prossimo programma di governo» ha fatto sapere il cavaliere, dopo aver appreso le prime reazioni alla riunione di via Bellerio, quartier generale del carroccio, dove era presente anche Bossi. Poco dopo le 18.30, infatti, l’europarlamentare Borghezio aveva lascato l’assise anticipandone l’esito. Il riferimento del Presidente del consiglio era rivolto al documento licenziato dall’assemblea del Carroccio che comprende una mozione proposta dal ministro Roberto Maroni, con cui il Consiglio esprime la sua totale solidarietà al senatore Roberto Calderoli. L’organismo ha approvato all’unanimità i cinque punti programmatici proposti da Calderoli, a cui condizionare l’adesione all’alleanza di centrodestra: la difesa delle Radici Cristiane dell’Europa e il contrasto ai fondamentalismi; il Federalismo fiscale; il quoziente familiare, ovvero premi fiscali per sostenere la famiglia – intesa come quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna; il rafforzamento del contrasto all’immigrazione clandestina e la possibilita’ di accesso nel paese, nei limiti previsti dalle quote, riservato ai lavoratori provenienti dai paesi che riconoscono la reciprocita’ dei diritti umani, civili, politici e religiosi; l’impegno esplicito a sostenere il sì al referendum sulla riforma costituzionale.

La decisione di oggi arriva dopo una vera e propria bufera che ha travolto il ministro delle riforme istituzionali Roberto Calderoli. Ma non sono le dimissioni del Ministro ad aver mandato su tutte le furie i colonnelli del Carroccio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, nella Lega, è stata la dura reazione degli alleati nella casa delle Libertà dopo i fatti di Bengasi, dove nel corso dell’assalto al consolato italiano sono morte 11 persone. Alla Lega non è piaciuto l’atteggiamento della Cdl e in particolare la presa di posizione di Silvio Berlusconi. Secondo quanto dichiarato dal ministro del Welfare Maroni, venerdì scorso il premier avrebbe imputato i fatti di Bengasi alla trovata di Calderoli di mostrare la maglietta raffigurante le vignette satiriche verso il mondo islamico nel corso dell’approfondimento serale su Rai 1. Berlusconi, per gettare acqua sul fuoco e tentare di ristabilire gli equilibri all’interno della coalizione, aveva affermato di aver concordato la posizione sul caso Calderoli direttamente con Bossi. Da qui la necessità di trattare l’argomento attinente gli equilibri e le allenanze nella coalizione di centrodestra all’interno della riunione di oggi. Nel frattempo è giunta la notizia che Roberto Calderoli è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma per i reati di "offesa alla religione dello Stato mediante vilipendio di cose" e di "delitti contro i culti ammessi nello Stato".
Una bolla di sapone, insomma, l’ipotesi di lasciare la Casa delle Libertà dopo le dimissioni Calderoli. Anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, ha in serata gettato acqua sul fuoco dichiarando che «con la lega non c’è nessun problema».
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 febbraio 2006
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