Dalla Lombardia all’Afghanistan prosegue la catena della solidarietà

In arrivo donazioni a getto contnuo per l'iniziativa "Fai volare la speranza": coperte, scarpe e stufe per difendersi dal gelo invernale, ma anche medicine e banchi per le scuole

Senza
sosta continua tra Solbiate Olona e Kabul la catena della solidarietà
che il Comandante di ISAFVIII, Generale Mauro Del Vecchio, ha saputo
attivare con rapidità ed efficacia: il
Comando NRDC–IT di Solbiate, infatti, continua a ricevere, stoccare
e spedire in Afghanistan gli aiuti che arrivano dal generoso cuore
dei lombardi.

Il
PRWAIO (Public Relationships With Afghan Institutions Office),
voluto dal Generale Del Vecchio, è in piena fase di
destinazione degli aiuti, attento a privilegiare le categorie più
deboli e più esposte quali bambini, anziani, donne, giovani in
difficoltà.

Fino
ad oggi sono stati distribuiti vestiti, scarpe, cibo, medicine per
gli uomini e perfino medicine per gli animali, al fine di
salvaguardare il minimo supporto della carne e del latte forniti
dalle striminzite ed endemicamente gracili greggi locali.

Con
i primi 20.000 euro donati da associazioni ed industrie lombarde sono
state acquistati banchi scolastici e 19 tonnellate di legna da
riscaldamento
, in una regione ove potersi almeno riscaldare è
l’unico, tangibile segno che la vita evolve verso una parvenza di
normalità.

Sono
in partenza dall’Italia:

  • n.
    352 colli, per svariate tonnellate, di materiale nuovo composto da
    scarpe ed indumenti invernali, donati dai volontari
    dell’Associazione Interarma di Milano;

  • n.
    15 stufe a legna per grandi comunità, donate da Comuni ed
    aziende della Valle Olona;

  • n.
    350 coperte nuove donate dal Comune di Castano Primo;

  • n.
    50 colli di capi di vestiario, calzature e giocattoli donati dai
    bambini delle scuole e delle parrocchie della Valle Olona.

Una
volta a settimana due container automontati, all’alba, partono
dalla caserma “Ugo Mara” ed iniziano la raccolta del
materiale donato: non occorre sicuramente spiegare perchè i
militari addetti a questo compito, se sforano il normale orario di
servizio, rinunciano allo straordinario.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2006
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