Davolio non dimentica Varese: «Tre anni memorabili»

Il play di Novellara ora in forza a Forlì. "Nella vostra città ho conosciuto persone fantastiche"

Cosa ci fa una casacca dei Roosters in mezzo a un allenamento della VemSistemi Forlì, formazione di alta classifica del campionato di serie B d’Eccellenza? Sul parquet del PalaRomiti, a condurre i ritmi e a mandare a canestro giocatori interessanti anche in chiave futura (segnatevi il nome Pierich ad esempio) c’è un volto ben noto all’ombra del Sacro Monte: Alessandro Davolio. Il play-guardia nativo di Novellara è appena rientrato dopo la frattura nel setto nasale ed è sceso in campo, con le precauzioni del caso, nel match vittorioso di sabato contro Veroli.

Dopo oltre dieci anni di serie A lei si è ritagliato un luogo da protagonista in B1. A cosa è dovuta questa sua scelta?
«Sono a venuto a contatto con questa categoria ed ho potuto giocare tre anni in società con grandi ambizioni. Ho centrato due promozioni in A2 e ora sono ripartito da Forlì con cui voglio ripercorrere lo stesso cammino. Finora abbiamo patito molti infortuni, compreso il mio, ma siamo in buona posizione e cercheremo di salire ancor di più. Non mi pento della mia scelta».

Sono passati tre anni e mezzo dal suo addio a Varese. Segue ancora le vicende della Whirlpool?
«Sì, certamente. Quest’anno ho visto diverse partite in televisione e mi spiace per la sconfitta in Coppa. Purtroppo ho perso i contatti diretti, perché in rosa non ci sono più i giocatori italiani che erano miei compagni di squadra come il Poz, il Menego o Zanus».

Un ricordo positivo e uno negativo dei suoi tre anni in biancorosso.
«Non mi sono portato dietro nulla di negativo. Certo, c’è stato qualche periodo difficile in cui ho giocato poco, ma fa parte del mio lavoro. Ricordo tutto con grande piacere, a partire proprio dalle persone che ho incontrato nella vostra città. Alcuni nomi li ho già fatti, ma non mi dimentico degli altri a partire dalle famiglie Bulgheroni e Castiglioni visto che ero presente al momento del passaggio di proprietà. Sono state stagioni estremamente positive, su questo non ho dubbi: lasciare Varese mi è davvero spiaciuto».

Ora Forlì darà l’assalto alla LegaDue. Ce la farete?
«Il nostro obiettivo dichiarato è quello di provare a salire anche se non sarà semplice. Le promozioni sono soltanto due e al momento le società favorite sono altre: mi riferisco a Pesaro dove giocano Myers e Podestà ma anche alla Soresina degli ex varesini Giadini e Cazzaniga, squadre ricche di talento e molto ben organizzate. Noi ce la metteremo tutta: la rosa è ben assortita, la società ci è vicina, l’ambiente è caldo. E sono costretto a parlar bene del team manager, Gabriele Foschi. Altrimenti non mi invita a pranzo da Alfio dopo la prossima partita».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 febbraio 2006
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