Diga sull’Olona, via libera da Roma

Il Registro italiano dighe ha dato il via libera al progetto della provincia. L’opera sarà completata nel 2008 con una spesa di venti milioni di euro

La diga sull’Olona può proseguire. Lo ha deciso il Registro italiano dighe (Rid) dopo un anno e mezzo di pressioni, di solleciti, di tensioni. La Provincia, infatti, può andare avanti con la definizione del progetto di completamento della diga sull’Olona, ai Mulini di Gurone fra i Comuni di Malnate e Vedano. Nell’aera, con ‘intervento finanziato dalla stessa Provincia, è stato realizzato il primo lotto dell’intervento, quello che ha portato tra l’altro alla costruzione di un muro di contenimento accanto alla tangenziale.

 

Il timore nei mesi scorsi era che la grande opera, che ha il principale obiettivo di contenere le esondazioni a valle del fiume, subisse uno stop definitivo e che i lavori non potessero più andare avanti, soprattutto per mancanza di fondi. La decisione del Rid, secondo la quale la Provincia può ora procedere col secondo e col terzo lotto (che andranno avanti di pari passo) ha sgomberato il campo a tutti questi timori.

Accanto al via libera di Roma, c’è un altro fatto degno di rilievo. Il progetto uscito dagli uffici del Rid è quello presentato dalla Provincia. Nessuno stravolgimento, nessun sostanziale cambiamento: il “Registro” ha richiesto solo alcune integrazioni e modifiche del tutto marginali. Particolari che, però, hanno bloccato per un anno e mezzo l’avanzamento dei lavori. Che ora, invece, ripartiranno spediti con tutte le procedure per la gara per il progetto esecutivo e completare l’opera a fine 2008 con un costo preventivato in poco più di 20 milioni di euro.

 

Un sì finale, come si può ben comprendere, atteso da tempo. «Ci ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo», commenta l’assessore provinciale alla Tutela ambientale, Francesco Pintus. «E’ la fine di una corsa ad ostacoli che dura da almeno venti anni» aggiunge. Proprio Pintus, nel maggio scorso, aveva rassegnato le dimissioni dall’incarico nelle mani del presidente della Provincia per protesta contro le continue lungaggini della burocrazia. Reguzzoni le aveva respinte, invitando Pintus a continuare una battaglia che, aveva detto Reguzzoni, «è la battaglia di tutto un territorio contro chi vuole metterci il bastone fra le ruote». Era il tempo in cui si continuavano a chiedere integrazioni di documentazione, si imponevano piccole variazioni che comportavano però, nuove spese di progettazione e l’allungamento a dismisura dei tempi.

«Ringrazio Pintus – ha commentato il presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni – per aver accettato questa sfida che lo ha portato ad investire mesi interi in riunioni con la burocrazia romana. Ringrazio inoltre tutti quei parlamentari del Varesotto che si sono dati da fare e spero che quello che abbiamo vissuto sia stato davvero l’ultimo sgambetto a quest’opera che doveva vedere la luce vent’anni fa. Per la Provincia resta in ogni caso l’opera più importante e economicamente più impegnativa fra quelle messe in cantiere».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 febbraio 2006
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