Discriminato dalla nascita

Il piccolo Mohamed ha ricevuto la lettera che gli concede il bonus di mille euro, ma non potrà usufruirne perché non è italiano

«Caro Silvio, grazie per la premura ma non ne ho il diritto, d’altra parte dovresti conoscere le leggi che approvi ma sicuramente hai solo voluto fare una battuta, mio padre mi ha detto che ti riescono molto bene». Al piccolo Mohamed (il nome è di fantasia) è toccato scrivere la sua prima lettera a soli sei mesi di vita e mai si sarebbe aspettato di dover rispondere al Presidente del Consiglio in persona. Il caso è uno dei tanti, purtroppo realmente accaduti in questi giorni: a tutte le famiglie con un bimbo nato nel 2005 sono giunte missive firmate dal presidente del consiglio Berlusconi, dove si annuncia il "bonus bebè" da mille euro. Peccato che le lettere sono state inviate a tutti, anche a quanti, secondo la legge Finanziaria, non ne hanno diritto, perchè non sono cittadini italiani o europei.
Mohamed è nato in Italia ma i genitori vengono dal Marocco, ha solo sei mesi ma per la legge non ne ha diritto. A protestare, in questo caso, è il padre di Mohamed, da molti anni in Italia e proprietario di un noto locale a Luino, che ha letto al piccolo la lettera inviatagli da Silvio Berlusconi. «Mi chiedo cosa voglia dire questa lettera – si chiede il padre – vorrei chiedere spiegazioni direttamente al presidente che me l’ha inviata».

Il padre di Mohamed non ha bisogno dei mille euro del bonus in quanto la sua attività va abbastanza bene e gli dà un reddito sicuro, ma come lui molti altri stranieri ne hanno ricevuto una copia: «Magari qualcuno tra le migliaia di extracomunitari che vivono in Italia di questi soldi ne avrà bisogno – spiega il padre – ma non potrà riceverli e se per qualche motivo li riceverà dovrà restituirli al primo controllo, ma è possibile questo?». Il commerciante si informa e legge i giornali: «Perchè un qualsiasi extracomunitario che vive in Italia da tanti anni con tutti i doveri di un cittadino italiano non ha gli stessi diritti? Ci sono molte famiglie che ne avrebbero bisogno mentre invece molti cittadini comunitari ne farebbero e ne faranno a meno». 

Ma nonostante questo «inconveniente» la fiducia del padre di Mohamed nei confronti degli italiani non cede: «In Italia ho trovato molto meno razzismo che in Francia o in Spagna – spiega – e in questo paese sto bene e voglio continuare a viverci ma vorrei dare un consiglio a chi ci governa: non roviniamo il processo di integrazione tra le culture creando situazioni di questo tipo». 

L’Inas-Cisl, intanto, segnala il grave errore nella gestione degli avvisi per ritirare i mille euro che spettano alle famiglie per i nati nel 2005: «In questi giorni, in molti stanno ricevendo la lettera del premier Silvio Berlusconi che assegna  il bonus previsto dalla finanziaria 2006 e che consente di ritirarlo nel più vicino ufficio postale».  Purtroppo, però, le lettere sono state indirizzate in maniera indiscriminata, anche a chi non ne ha diritto.

A beneficiare del bonus, infatti, sono solo gli italiani e i cittadini comunitari (appartenenti, cioè, ai paesi della Ue) entro limiti di reddito autocertificati.  Ma la comunicazione per ritirare i mille euro è stata inviata anche a migliaia di stranieri che hanno avuto figli nel 2005 ma che – secondo la legge – non avrebbero diritto al bonus (anche se in possesso della carta di soggiorno).

Quando Mohamed crescerà, da cittadino italiano nato in Italia, si renderà conto di aver avuto un trattamento diverso eppure è italiano e a 18 anni potrà votare come tutti i suoi coetanei.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 febbraio 2006
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