Docenti tornano studenti nel nome della Moratti

Al liceo scientifico Ferraris, l'entrata in vigore della Riforma viene vissuta come un'occasione da sfruttare al meglio

La sperimentazione non sarà fatta, ma, dal mese scorso, piccoli gruppi di insegnanti si riuniscono per studiare e capire come cambierà la loro scuola. Al liceo scientifico Ferraris di Varese la preside, Franca Borgogni Spinelli, e il suo collegio docenti hanno deciso di approfondire quali opportunità e quali cambiamenti riserva la Riforma che entrerà in vigore dal settembre 2007: « Facciamo dei microgruppi in cui un docente spiega quali sono i criteri innovatori in un certo campo – spiega la dirigente, alla guida del Ferraris da dieci anni – sviscereranno tutta la legge. Quindi a maggio avremo un incontro con i docenti delle medie inferiori dove la Riforma è già applicata, per capire quali sono stati i problemi e quali i vantaggi. Quindi da giugno ad ottobre metteremo a punto il POF da presentare ai ragazzi che chiederanno di iscriversi in prima il prossimo anno».

Un cammino lungo e faticoso che, assicura la preside, gli insegnanti stanno affrontando con la massima disponibilità: «Sono fortunata. Ho un nutrito gruppo di docenti che ha voglia di rimettersi continuamente in gioco, di impegnarsi anche in campi mai percorsi prima». Questa voglia di continuare ad imparare è il valore aggiunto della scuola che, sicuramente, non ha bisogno di farsi pubblicità: «Anche quest’anno – afferma la professoressa Spinelli – con gli studenti in arrivo manteniamo la nostra popolazione. Noi siamo sempre molto chiari con i ragazzi che vengono a conoscerci e prospettiamo loro una carriera fatta di impegno e studio. Chi non ha i requisiti è meglio che scelga qualche altra proposta».

Da quattro anno, al liceo scientifico si sceglie una quinta per "monitorare" l’ingresso dei ragazzi nel mondo universitario: «È importante capire come e cosa stiamo facendo. Dobbiamo verificare se l’attività di orientamento è efficace. Il 98% dei nostri studenti si iscrive all’università: noi li seguiamo per tutto il primo anno per vedere se la scelta rimane quella espressa quando erano da noi, e per scoprire le difficoltà che incontrano. Dopo 4 anni posso affermare che i nostri ragazzi si dimostrano sempre preparati e all’altezza della formazione accademica».

Il liceo Ferraris, istituzionalmente diviso tra materie umanistiche e materie scientifiche, ha deciso di avviare un progetto che punti molto sulla vocazione principale della scuola: «Tentiamo di dare maggior enfasi alle discipline scientifiche pure, oggi decisamente in ribasso. Nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro – spiega ancora la dirigente – abbiamo preferito stringere convenzioni e rapporti con laboratori scientifici. L’ambito della ricerca (medica, biologica, chimica ma anche fisica) è uno dei settori su cui puntiamo per fornire agli studenti il polso della situazione. A noi, interessa meno che i ragazzi acquisiscano conoscenze immediatamente spendibili. Devono rendersi conto cosa chiede il mondo del lavoro con attenzione agli ambiti post universitari. Per ora abbiamo collaborazioni con il CCR di Ispra, l’Arpa, con l’Insubria, ma stiamo lavorando anche per avviare rapporti stabili con il Politecnico e la Bicocca di Milano perchè gli atenei milanesi rimangono i più frequantati dai nostri ragazzi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 febbraio 2006
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