Dove si crea il cinema del futuro

Visita negli studi di Busto Arsizio della 263 Films, i più all’avanguardia d’Europa nell'animazione digitale e dove si sta realizzando “Cara Anne, il dono della speranza”

Piccole lucine si muovono in un grande stanzone buio, una musica proviene dal computer del regista, mentre una piccolissima macchina da presa digitale registra tutti i movimenti degli attori. Poi lo stop del giovane regista. Si parla inglese sul set del film Cara Anne, il dono della speranza, girato con attori veri, ma solo in parte, negli studi di Busto Arsizio della casa di produzione 263 Films, proprio all’interno del Museo del tessile. Il giovane regista milanese, Dario Picciau, aveva già effttuato delle riprese a Busto nei mesi scosri, ma vi è tornato lunedì per realizzare le ultime scene da lavorare poi al computer.

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Le riprese del film Cara Anne 4 di 14

«Alla fine avremo impiegato quasi cinque anni di lavorazione – spiega Picciau in una pausa delle riprese -, ma sarà un film all’avanguardia nel campo cinematografico mondiale».

Cara Anne è tratto dal diario di Anna Frank ed è realizzato con una speciale tecnica di animazione digitale, il Motion Capture, che coniuga la ricostruzione al computer con i movimenti di attori in carne e ossa. «Tipo l’animazione utilizzata per Final Fantasy – spiega il giovane regista – o quella per Polar Express, ma molto più precisa, più reale. La nostra idea non è quella di fare un film iperrealista, ma semplicemente realista, in cui i movimenti dei paersonaggi non risultino finti o innaturali, per questo usiamo questa tecnica, che tra l’altro ci permette di ricostruire tutto con un’accurata precisione sotrica».

In poche parole con questa speciale tecnica di ripresa («il primo esperimento al mondo di questo tipo»), gli attori si muovono indossando una speciale tuta dotata di sensori. Vengono ripresi da macchine digitali e tutto viene immediatamente elaborato al computer. Lo spazio in cui si muovono gli attori è un grande stanzone vuoto, circondato al oltre 36 telecamere che ne catturano ogni singolo moviemento. «Su questi movimenti – prosegue il regista – noi poi andiamo a realizzare l’immagine digitale ricostruendo, ad esempio, sull’attrice principale il vero volto di Anna Frank, e adattando lo sfondo, gli oggetti, il panorama a un’accurata ricostruzione».

Oggi il film è al 70 per cento della lavorazione e dovrebbe essere pronto per la fine del 2006 o l’inizio del 2007. «Magari riusciamo a farlo arrivare nelle sale per il prossimo giorno della memoria – spiega entusiasta il regista -. Ma i ritmi di lavoro sono estenuanti, facciamo anche sedici ore al giorno. Siamo tornati qui a Busto perché dovevano realizzare ancora alcune scene, ma dopo ci manca solo la ricostruzione al computer, che proseguiremo negli studi di Milano 2».

Gli studi di Busto Arsizio della 263 Films, situati in alcune stanze del Museo del tessile e dove si lavora con questa speciale tecnica di Motion Capture, sono i più tecnilogicamente avanzati d’Europa e i più grandi del mondo. Infatti, negli Stati Uniti, gli studi della Sony sono grandi la metà di quelli di Busto. Abbiamo chiesto a Picciau perché abbiano scelto proprio i locali del Museo del tessile per realizzare questa impresa dal respiro internazionale: «Ci è piaciuto molto come quelli del B.A. Film Festival hanno impostato la promozione di Busto Arsizio per il cinema: ci hanno offerto i locali di questa vecchia fabbrica e abbiamo pensato che sarebbe stato il luogo ideale, tranquillo e ottimo per installarvi uno studio di ripresa per animazione digitale. Ci siamo dati una mano a vicenda e siamo molto contenti della collaborazione che abbiamo ricevuto».

La pausa è finita, l’attrice con la sua tuta a sensori è pronta: deve scendera da una scala che non esiste e attraversa una porta che non ‘c’è. Picciau è pronto e assicura: «Al cinema sarà tutta un’altra cosa, vi stupiremo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 febbraio 2006
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Le prime immagini di Anna Frank, il dono della speranza 4 di 9

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