È Olimpiade!

Cerimonia all'insegna della storia e della cultura italiana. Ciampi ha aperto i giochi, Rocca ha letto il giuramento degli atleti e Stefania Belmondo ha acceso il braciere olimpico

Colori, suoni, passione, scintille di fuoco. Uno spettacolo entusiasmante e bellissimo, un palco di oltre 70 metri di lunghezza che diventava prima un enorme cuore rosso, poi un saltatore con gli sci, quattro maxi schermi posti agli angoli del rinnovato stadio. Si è presentata così Torino, capitale dello sci per tutta la durata delle ventesime Olimpiadi invernali, mezzo secolo dopo Cortina e 46 anni dopo Roma. La sfilata delle nazionali, sul prato innevato artificialmente, con gli 80 portabandiera visibilmente emozionati, prima fra tutte la nostra giovanissima pattinatrice Carolina Kostner (entrata per ultima), è stata lungamente applaudita dal pubblico (oltre 35 mila persone) accorso numeroso allo Stadio Olimpico. Delegazioni di varie dimensioni, dall’Etiopia al Kenia fino alle nutrite delegazioni austriaca, canadese, Usa, norvegese, russa. Un boato ha accolto la delegazione italiana. Grande emozione anche quando la Corea unita ha sfilato, per la prima volta senza distinzioni, in pieno spirito olimpico. Pochi i tradizionali falsh, per motivi di sicurezza vietati agli spettatori non addetti ai lavori.

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Inaugurazione XX Giochi Olimpici Invernali 4 di 15

Toccante il momento successivo alla sfilata degli atleti: Giorgio Albertazzi ha letto il ventiseiesimo canto dell’Inferno di Dante Alighieri, quello di Ulisse, simbolo di intelligenza e sagacia, un invito per tutti: “Fatti non fummo a viver come bruti, ma seguir virtute e canoscenza”. E poi ancora miti e leggende della storia e della cultura italiana, con Luca Badoer sulla sua Ferrari F1 che ha disegnato i 5 cerchi olimpici sul ghiaccio dello stadio.

«Una grande emozione, gente da tutto il mondo sul terreno e sugli spalti. Una serata bellissima, coreografie di impatto, forse troppo televisive per apprezzarle da qui – dice Simone Raso, nostro fotografo “ufficiale” allo Stadio Olimpico -. La città è molto tranquilla, i torinesi hanno lasciato le auto in garage. C’è tanta polizia in giro, ma contestazioni non ce ne sono state. I controlli sono stati accurati, ma le persone sono arrivate con grande anticipo e preparate. Le nazioni sono state tutte applaudite, quelle piccole in maniera particolare». Primo a scendere sul terreno è stato Juri Chechi, che ha poi lasciato spazio agli atleti olimpici. La musica della “Gazza ladra” di Gioacchino Puccini ha fatto da colonna sonora in apertura, poi “Amarcord”, con Carla Bruni, in abiti griffati Armani, splendida madrina.

Bellezza e purezza, stile e sobrietà hanno fatto da filo conduttore della cerimonia inaugurale. L’inno italiano è stato cantato da Eleonora Benetti, 9 anni, applauditissima. 22 capi di Stato, 23 ministri e numerose personalità internazionali hanno assistito dalla tribuna d’onore, dove Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica, ha fatto da padrone di casa e ha letto il messaggio inaugurale ed ha aperto ufficialmente, tra gli applausi,  i giochi. Alle 22.20, dopo l’ingresso della bandiera olimpica, dopo l’inno delle Olimpiadi e quello di Torino 2006, composto da Claudio Baglioni, Giorgio Rocca ha letto per tutti gli atleti il giuramento, seguito dalla sorpresa Yoko Ono che ha invitato alla pace sulle note di “Imagine”, cantata da Peter Gabriel.

Infine  la fiamma olimpica, portata nello stadio dagli ultimi tedofori: Alberto Tomba, il quartetto d’oro di Lillehammer nella staffetta del fondo, Piero Gros e Debora Compagnoni, che ha passato la torcia olimpica alla pluricampionessa dello sci di fondo femminile, Stefania Belmondo, piemontese doc, che ha acceso il braciere dando il via alle Olimpiadi torinesi. La fiaccola, dopo 61 tappe e oltre 11 mila chilometri da Olimpia fino a Torino, è giunta indenne a destinazione. Scongiurati dunque i timori di boicottaggi da parte dell’area anarchica e no-global. Ha chiuso Luciano Pavarotti, che ha intonato il "Nessun dorma" dalla Turandot di Gioacchino Puccini.

Spazio allo sport, dunque, sperando che la splendida cerimonia sia il buon viatico di un’Olimpiade ricca di successi per i colori azzurri.

(segue galleria fotografica)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 febbraio 2006
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