Gas, come arriva nelle case degli italiani

Dai tubi Snam alle reti di distribuzione e vendita locale: il lungo viaggio del metano

 A livello locale, la rete di distribuzione avviene grazie alle aziende che col tempo hanno acquisito strutture. Le reti di distribuzione connesse alla rete di trasporto si estendono per circa 175.000 km, con gasdotti di vario diametro, prevalentemente in media e bassa pressione e suddivisi tra numerosi esercenti. L’attività di distribuzione è un servizio pubblico di trasporto locale per la consegna ai clienti ed è affidato mediante gara dagli enti locali, i quali, al termine del periodo di affidamento, rientrano nella piena disponibilità delle reti e degli impianti. La consegna ai clienti è finalità specifica, ancorché non esclusiva della distribuzione e può infatti avvenire anche attraverso reti di trasporto, o linee dirette. L’attività di trasporto consiste nella conduzione del gas dal luogo di produzione o dai campi di stoccaggio sino alle rete di distribuzione locale, cui sono allacciati gli utenti finali. Dai tubi, dove il gas corre ad alta pressione, per il 97 per cento di proprietà Snam Rete Gas, il metano giunge nei contatori dei cittadini grazie alle cabine di riduzione posizionate in vari punti della rete.

A Varese, ad esempio, come ci hanno spiegato con santa pazienza i responsabili dell’Aspem, il sistema di erogazione funziona così: il gas arriva dal metanodotto del gestore nazionale, in questo caso Snam Rete Gas; da qui fa alcuni cosiddetti “salti di riduzione”, per fornire il gas alla pressione richiesta dal cliente finale; il gas arriva a 60 bar in una cabina e 12 nell’altra; le classi in cui la pressione è classificata sono 7, l’ultima è quella che serve al privato cittadino comune, pari a 0,04 bar. Nella Città Giardino ci sono 2 cabine di riduzione principali, la Cervinia e la Tintoretto, da dove i metanodotti partono ricongiungendosi ad un anello “magliato” che si collega ad altre 40 cabine minori, dislocate in varie zone della città, dove il gas fa gli ultimi salti di riduzione prima di arrivare nelle case dei cittadini. L’anello è stato studiato per non far mancare mai il gas ai varesini, con un sistema di linee di controllo che monitorano la rete complessiva.

La distribuzione è la fase conclusiva della filiera del gas e si distingue in primaria e secondaria. Quella primaria consiste nella vendita a grossi utenti industriali e termoelettrici e ad aziende di distribuzione civile. Tecnicamente consiste nell’allacciamento diretto di questi utenti alla rete primaria. La distribuzione secondaria consiste nella vendita diretta all’utenza civile, per la quale è necessaria una fornitura in bassa pressione: l’allacciamento della rete di distribuzione alla rete in alta pressione avviene tramite appositi impianti di decompressione.

Con la liberalizzazione del mercato, i distributori locali (per capire Aspem, Agesp, Amsc) possono appaltare la distribuzione del gas a società private di vendita (ad esempio Enel Gas o le stesse distributrici che aggrediscono il mercato fuori dai confini comunali): in pratica le società pagano una quota a chi detiene la gestione dei tubi, mentre le bollette i cittadini le pagano a chi vende il gas.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 febbraio 2006
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