Giorgio Di Centa, volata d’oro

Il friulano si impone nella 50 km di fondo con uno strepitoso rush finale. Alle sue spalle Dementieve e Botvinov, quinto Piller Cottrer

Giorgio Di Centa ha conquistato la quinta e ultima medaglia d’oro per la spedizione italiana alle Olimpiadi di Torino nella attesa 50 chilometri di fondo a tecnica libera con partenza di massa.

La gara si è decisa, un po’ a sorpresa, in volata dopo che nessuno – né gli azzurri capeggiati da Piller Cottrer, né i cechi, né lo svedese Sjodergren – era riuscito a fare selezione. La tattica ha quindi avuto il sopravvento, tanto che per lunghi tratti è rimasto in testa un rumeno in cerca di gloria. Quando al penultimo giro Piller non è riuscito a rompere il gruppo con l’attacco in salita, le speranze italiane sembravano sul punto di sfumare vista la rapidità allo sprint di atleti come Botvinov e Dementiev. Invece Di Centa ha colto l’attimo ideale sgomitando in discesa, ha guadagnato qualche metro all’inizio del rettilineo conclusivo, ha tenuto duro mantenendo la propria traiettoria arrivando sul traguardo tra il boato dello stadio di Pragelato. Alle sue spalle Dementiev (già oro nella “pursuit”) e Botvinov, quinto il comunque ottimo Pietro Piller Cottrer. Gli altri azzurri, Fabio Santus e Fulvio Valbusa hanno terminato nel gruppone dopo 50 chilometri nei quali hanno svolto bene il compito loro assegnato.

Giorgio Di Centa, fratello di Manuela, è il secondo azzurro a vincere un oro individuale alle Olimpiadi tra gli uomini: prima di lui c’era riuscito solo il trentino Franco Nones a Grenoble nel 1968. Due invece i trionfi in staffetta, a Lillehammer ’94 (De Zolt, Vanzetta, Albarello, Fauner) e proprio a Torino (Valbusa, Di Centa, Piller Cottrer, Zorzi). La spedizione del fondo guidata dall’ex campione Marco Albarello chiude così con due primi e due terzi posti a dimostrazione di come l’Italia rimanga una superpotenza negli sci stretti come accade ormai da metà degli anni ’80 quando Albarello (15 km) e De Zolt (50 km) conquistarono le vittorie ai Mondiali di Obersdorf.

L’Italia chiude i Giochi di casa con un buon bilancio: cinque ori e sei bronzi. Peccato per alcune delusioni come quella, ieri, di Giorgio Rocca e in generale della squadra di sci alpino. Di contro però sono giunte medaglie inattese o colpevolmente poco previste come quelle centrate da Enrico Fabris nel pattinaggio su pista lunga o dalle ragazze del bob.

Domenica pomeriggio andrà in scena l’ultimo atto agonistico, la finale dell’hockey su ghiaccio con il derby scandinavo tra Svezia e Finlandia. In serata la cerimonia di chiusura con la bandiera tricolore affidata ad Armin Zoeggeler: tra quattro anni i Giochi si svolgeranno a Vancouver in Canada.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 febbraio 2006
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