Gli studenti processano chi inquina

Aperto a 36 scuole lombarde il progetto di educazione ambientale promosso da Cesvi e Fondazione Cariplo

Sviluppo insostenibile legato esclusivamente ad inquinamento industriale e smog o anche alle cattive abitudini quotidiane di ciascun cittadino?  Il progetto educativo processo allo sviluppo insostenibile vuole rispondere proprio a questa domanda sensibilizzando studenti e insegnanti delle scuole superiori lombarde sull’importanza di comportamenti quotidiani più consapevoli e sui risvolti che possono avere sul futuro dell’ambiente. Un metodo didattico alternativo basato sul dibattito e sul confronto in aula con un vero processo finale che avrà come imputati i temi ambientali con tanto di sentenza finale.A due interventi in ciascuna scuola, realizzati da educatori sui temi della caccia, della pesca e della deforestazione, seguirà un reale dibattimento finale in aula sostenuto da un’accusa precisa dei magistrati-educatori. Gli insegnanti svolgeranno il ruolo di testimoni mentre gli studenti-avvocati, scelti da una giuria popolare formata dagli alunni, dovranno fornire prove concrete a favore della tesi sostenuta. Con prove attendibili si potrà dimostrare che un parquet accusato di disastro ambientale se prodotto con legno tropicale, è invece realizzato secondo criteri di sostenibilità. Dopo regolare contraddittorio i giurati emetteranno una sentenza finale basata su una proposta di cambiamento concreta.

Il progetto, che prenderà il via nel secondo quadrimestre di quest’anno e nel primo quadrimestre del prossimo anno scolastico, è aperto a tutti gli istituti superiori delle classi IV e V della Lombardia. L’intero percorso è completamente gratuito in quanto finanziato dalla Fondazione Cariplo ed è stato realizzato con la partecipazione di esperti di Slow Food e Pandora, cooperativa specializzata in attività di formazione nelle scuole.

«Proprio mettendo in discussione le semplici abitudini quotidiane è possibile sviluppare una coscienza critica e responsabile dei giovani nei confronti dei problemi ambientali» afferma Ettore Tibaldi, biologo e direttore scientifico del progetto. «Un metodo didattico alternativo che attraverso un confronto aperto di tutte le posizioni consente di analizzare criticamente e in maniera consapevole tutti gli aspetti del problema».

Per approfondire l’argomento oggetto degli interventi gli studentiavranno a disposizione come materiale didattico il libro "Gli alberi fanno piovere – Esperienze sullo sviluppo sostenibile" e l’omonima mostra fotografica, che potrà essere allestita in ogni scuola aderente al progetto.

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Per informazioni e adesioni

Simona Ghezzi, tel. 035 2058035, mail simonaghezzi@cesvi.org

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 febbraio 2006
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