Gloria Buffo: “Precariato, bisogna dire basta”

All'incontro organizzato dai Ds uno dei temi sociali più attuali e controversi. Le ricette per dare una svolta ad un intero sistema economico

 Precariato. Un incubo per un’intera generazione di giovani (e meno giovani) lavoratori, senza dubbio una delle questioni sociali più discusse negli ultimi tempi. A provare a fare chiarezza ci hanno pensato i Democratici di Sinistra con “Precariare stanca”, titolo dell’iniziativa che ha visto la presenza dell’onorevole Gloria Buffo, della direzione nazionale dei Ds.

A condire il dibattito, l’iniziativa  popolare contro il precariato che il comitato dei cittadini, presieduto da Stefano Rodotà, ha depositato il 16 gennaio all’ufficio referendum della Corte di Cassazione di Roma: «Una riforma del codice civile è necessaria per dare una svolta alla concezione di economia che ha preso piede negli ultimi anni – spiega la Buffo -. Vogliamo creare un modello che preveda due sole forme di lavoro, quello dipendente e quello indipendente, in modo da disboscare la jungla di tipologie contrattuali che servono solo a favorire il precariato».

I punti chiave della proposta Ds, che affianca e completa quella presentata da Cgil, sono chiari: «Innanzitutto bisogna stabilizzare il lavoro precario nella pubblica amministrazione – continua Gloria Buffo -: non è più possibile che persone che devono dare servizi alla gente siano precarie, non formate a dovere e senza regole. Poi sarà importante fare in modo che il lavoro a tempo determinato costi di più di quello indeterminato: in questo modo si metterà la parola fine alle scelte opportunistiche di tante imprese. Inoltre i lavori a tempo non potranno più essere protratti nel tempo, all’infinito, in un gioco scorretto sulla pelle di chi subisce un vero e proprio raggiro legalizzato. In Italia ci sono 4 milioni di lavoratori precari, un’enormità. La nostra proposta è realistica e meditata, concreta, per segnare una svolta rispetto alle politiche adottate fino ad ora».

Il programma dell’Unione prevede interventi per limitare il lavoro precario, con una serie di ammortizzatori sociali e agevolazioni in vari campi per i lavoratori precari, ma l’iniziativa popolare contro il precariato va oltre: «È una vera e propria sterzata, vogliamo che sia messa una pietra sopra il precariato – prosegue l’onorevole Buffo -. La legge 30 è un vero e proprio inno al lavoro “usa e getta”, ha fatto del male ai lavoratori e non ha portato vantaggi economici al Paese. Il centrodestra ha fatto dei veri e propri disastri: noi tentiamo con questo progetto di ripartire con un nuovo modello, che vuole rivedere anche alcune scelte troppo aperte contenute nel pacchetto Treu, che in qualche modo hanno lasciato troppo spazio al precariato. Nei primi mesi di governo va data una sterzata decisa, se vinciamo dobbiamo dare segnali forti ai nostri elettori».

Infine un accenno alla situazione delle donne: «Sono stanca di sentire paroloni e bocche piene di retorica – conclude la Buffo – quando si parla di famiglia, di valori tradizionali e così via, quando poi alle donne si fanno ancora firmare contratti che prevedono l’interruzione del rapporto di lavoro in caso di gravidanza. Le donne sono più deboli, soggette quindi in maniera particolare al precariato. Bisogna dire basta».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2006
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