I meriti della Liuc offuscati da troppo provincialismo

La presentazione dei risultati, raggiunti nel campo della ricerca dall'università Cattaneo, è stata l'occasione per lanciare qualche critica

Un’università che ottiene riconoscimenti da parte del mondo del lavoro, che si colloca nelle prime posizioni nazionali nel settore della ricerca, che collabora con università di tutto il mono, cosa deve fare per avere la considerazione del suo territorio? Questo è il rammarico espresso dall’amministratore delegato della Liuc Antonio Colombo alla luce dei nuovi presitiosi traguardi raggiunti dall’ateneo nel campo della ricerca.
La presentazione dei risultati ottenuti dall’ateneo di Castellanza nella valutazione triennale di ricerca promossa dal CIVR (Comitato di Indirizzo per la Valutazione e la Ricerca) è stata l’occasione per lanciare qualche sassolino. Per un mondo che, per sua stessa vocazione, travalica i confini territoriali locali e nazionali, il provincialismo con cui è costretto a confrontarsi va assolutamente stretto. La scarsa attenzione di cui gode il mondo della cultura non corrisponde al valore dimostrato sul campo: «Nonostante noi ci siamo costruiti un’università, con tanto di residenza, e formiamo giovani che ortengono risultati importanti nel mondo del lavoro – commenta Antonio Colombo –  non godiamo di alcuna attenzione , per esempio, nel campo dei trasporti. Non ci sono collegamenti con le stazioni o con altri punti nevralgici del territorio circostante e i ragazzi sono costretti a muoversi con i propri mezzi. Dovremmo liberarci dal nostro provincialismo e pretendere il riconoscimento che ci spetta». Così hanno fatto i rettori delle ben più blasonate università milanesi e così chiede la Liuc, ormai pronta a meritarsi i giusti onori al di là della sua collocazione territoriale ormai un po’ "limitante".

In base alla classifica stilata dal CIVR, la Cattaneo ha raggiunto livelli ragguardavoli soprattutto nella ricerca in campo economico: è la seconda delle 23 piccole strutture e la decima assoluta a livello nazionale.
Assolutamente dignitosi sono i valori conseguiti nel settore dell’ingegneria, nonostante la sua particolare specificità, dove riesce a tenere testa alle più blasonate università di Milano e Pavia con un punteggio di 0.80 ( il quindicesimo posto tra le piccole). Ancor più significativo è il punteggio raggiunto dalla giovane facoltà di giurisprudenza, aprte nel 1998,  che le permette di superare anche un ateneo di tutto rispetto quale è la LUISS di Roma.

La statistica, stilata in base alla presentazione di ben specifici prodotti ( libri, articoli su riviste scientifiche, brevetti, progetti, disegni, rappresentazioni, mostre e manufatti o opere d’arte) analizza in maniera scientifica l’attività di ricerca di tutti gli atenei italiani, pubblici e privati.

Nel campo della ricerca, la Liuc si è conquistata un’autorevolezza tale da farle ottenere importanti incarichi da parte di soggetti qualificati italiani e stranieri. In questi mesi, è promotore e coordinatore nazionale di due progetti che coinvolgono più atenei:
1) il rischio di fallimento dei sistemi di controllo,imprese e istituzioni a confronto;
2) dalla scena del crimone, alla costruzione di un modello per l’analisi e per l’interpretazione dei dati, al profilo logico-investigativo dell’autore del reato.

Ambiti di interesse nazionale, quindi, che da soli varrebbero una considerazione migliore.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2006
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