«Il cinema come una grande mappa dell’esistenza»

Il critico Paolo Mereghetti ha presentato in biblioteca il noto Dizionario dei film di fronte a una cinquantina di appassionati

«Con una visione globale del cinema puoi vedere il mondo anche in un’ottica diversa, più completa, anche dal punto di vista sociale». Paolo Mereghetti ha intrattenuto per oltre due ore le cinquanta persone che si sono presentate all’incontro organizzato nella nuova biblioteca a Tradate giovedì sera, 23 febbraio. Il popolare critico cinematografico, autore del Dizionario dei film, punto di riferimento per appassionati e non, ha così risposto alle domande di Giulio Rossini, presidente di Filmstudio ’90, e del pubblico, curioso di conoscere soprattutto la genesi del libro edito dalla Baldini e Castoldi Dalai.

Mereghetti, tra simpatia e aneddoti sul mondo del cinema, ha raccontato il suo rapporto con la settima arte, senza dimenticare, incalzato da Rossini, alcune note polemiche: «Una volta l’Italia era la seconda cinematografia del mondo, faceva persino paura agli Stati Uniti, ma non siamo stati capaci di sfruttare la situazione. Complice anche una critica elitaria che si è sempre più chiusa in se stessa. Oggi, a differenza di altri paesi, il cinema non viene nemmeno insegnato nelle scuole. Si sta inziando all’università, ma si potrebbe cominciare molto prima, come in Francia dove è materia da portare alla maturità».

“Il Mereghetti”, come viene definito il dizionario da lui creato, è nato verso la metà degli anni ’90, oggi raccoglie le schede di oltre 21 mila film. «Quando vedi così tanti film hai un approccio diverso alla cinematografia perché sei costretto a vedere anche opere di serie b, c, d, persino z. Si assume una visione globale del mondo diversa perché questi film rispecchiano anche la società in cui viviamo o in cui vivono realtà che non conosciamo. È come se si avesse di fronte una grande mappa dell’esistenza. Il cinema, infatti, ha questa grande particolarità di essere trino: arte, industria e riflesso della società. Ogni tanto poi puoi sbagliare e rischi di perdere qualche gusto, come accade con l’insalata russa che non sempre riesci a cogliere tutti i sapori che la compongono».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 febbraio 2006
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