In attesa dei “civici”, Insieme per Castellanza va con Rossi

A sorpresa, ma non troppo, l'alleanza dell'ex gruppo consiliare. Tre soci di Insieme per Castellanza (Roveda, Cerardi, Barcucci) candidati alle elezioni politiche

Aspetti il Frigoli e nel frattempo spunta il Rossi. Così, con una manovra politica che ha una sua logica, Insieme per Castellanza rompe il silenzio seguito alla caduta dell’amministrazione Ponti e si lancia a capofitto nella campagna elettorale. La notizia del giorno è che, nell’attesa che il Gruppo Civico si decida a sciogliere le sue riserve, Insieme per Castellanza (IpC) ha già trovato un interlocutore in Mario Rossi e nel suo Grande Centro. Vari esponenti dell’associazione Insieme per Castellanza erano presenti alla conferenza stampa di ieri pomeriggio, insieme a Rossi – che ha prudentemente tenuto le orecchie aperte e la bocca chiusa – e ad un poltico di lungo corso come l’ex DC Paolo Caccia. Assente, invece, l’ex capogruppo di IpC Mino Caputo, che si sta prendendo una pausa di riflessione.

In apertura, buone notizie per IpC: tre suoi soci sono stati candidati alle prossime elezioni politiche, "il che dovrebbe far riflettere chi nella scorsa campagna elettorale ci ha definiti un’accozzaglia o un’allegra brigata" sottolinea Lidia Zaffaroni. Questi i tre "papabili": alla Camera Cosimo Cerardi, candidato dai Comunisti Italiani, ed Andrea Barcucci, presidente di Legambiente Busto Arsizio, candidato dai Verdi; al Senato, per l’Udeur, Luigi Roveda, già sindaco di Castellanza tra il 1988 e il 1995. Il fatto che i primi due siano in realtà bustocchi nulla toglie alla palpabile soddisfazione dei rappresentantid el gruppo.
Quanto alla situazione politica castellanzese, sarà un comitato di "saggi" (Roberto Cerini, Ernani Colombo, Antonio
Vialetto, Angelo Soragni, Paolo Zaupa e Luigi Roveda) a trattare con il
Grande Centro su punti di programma prioritari come il mantenimento di
una
stazione Fnm a Castellanza, gli immobili di via San Giulio, la
revisione del PRG. Come spiega
Ferruccio Cerri l’obiettivo di Insieme per Castellanza resta quello di consolidare un’alleanza fra centro e sinistra: da qui la scelta di venire incontro a Mario Rossi e ai suoi, benchè si tratti in gran parte di transfughi di Forza Italia.

Fra i partiti l’appoggio a questa alleanza viene in particolare dai Ds, mentre la Margherita ancora non si siede al tavolo delle trattative, avendo vari iscritti impegnati nel Gruppo Civico – gli "affondatori" della Giunta Ponti.
E la ventilata apertura a questi ultimi di cui si parlava?
"Siamo disponibili, ma non per fare un governo di salute pubblica, come si è detto: non ce n’è bisogno" risponde Cerri. "In ogni caso vogliamo evitare personalismi e concentrarci sulle cose da fare" ribadisce Bettoni. E se i "civici" di Frigoli vogliono marginalizzare i partiti, Insieme per Castellanza non ci sta: a Canossa, semmai, ci dovranno ci venire loro. Questo perchè "il ruolo dei partiti è anche di garanzia sull’attuazione dei programmi" aggiunge ancora Cerri. "Poi non vogliamo una ‘Città Viva 2’, con il rischio di ritrovarsi sindaci di centrdestra e assessori di centrosinistra".
Un’alleanza del centro con la sinistra, insomma, in base ad un programma
condiviso: e quanti si accodano, saranno i benevenuti.
"Io non mi
vergogno di sedere ad un tavolo con gli ex democristiani"
taglia la testa al toro
l’ex consigliere comunale
Michele Palazzo rispondendo alle perplessità sulla coerenza politica di
una simile coalizione, che va dalla sinistra ai forzisti pentiti, già bersagliati dagli ex compagni di schieramento. Silenzio di tomba, invece, sul candidato sindaco: "Servirà una persona
di alto profilo, aperta al dialogo e al lavoro di squadra, che non si
chiuda a riccio alla minima critica". E servirà prima di tutto sapere
in quanti si andrà al voto insieme: perchè fin quando lo schieramento
non sarà definito, a braccio di ferro (perchè di questo si tratta)
concluso con Frigoli e i suoi "civici", parlare di candidati resta
prematuro.


L’alleanza con il Grande Centro è dunque alle porte: quanto ai "civici" si vedrà – e scenari "alla tedesca" tipo Grosse Koalition (IpC, Grande Centro, Gruppo Civico, tutti insieme appassionatamente) non sembrano così campati in aria. La campagna elettorale a Castellanza resta insomma un affare decisamente bizantino, dove anche questa nuova alleanza sembra un’offerta che non si può rifiutare rivolta ad una terza parte in causa. Tutto è possibile, perchè, alla fine, quello che conta sarà avere un voto in più delle altre liste.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 febbraio 2006
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