L’insegnante inglese: «Oggi i ragazzi hanno molte più occasioni»

Da anni osservatori sul territorio, gli insegnanti dell'English Language Centre hanno notato un notevole cambiamento nella preparazione dei ragazzi

Gli studenti italiani sono più preparati e più motivati rispetto a quelli di dieci anni fa. Tanta passione ha un oggetto ben delineato: la lingua inglese. Questa è la convinzione dei docenti dell’English Language Centre di Varese,  lo storico centro autorizzato a svolgere le attività di formazione e certificazione dell’Università di Cambridge.

«Oggi l’inglese è una lingua "alla moda" – spiega Barbara Wills da anni docente della scuola inglese – ci sono molte occasioni per esercitarsi: la televisione, le riviste, i film, i canali musicali. Insomma, mentre 20’anni fa non c’era altro modo che iscriversi ai corsi di lingua inglese, oggi c’è solo l’imbarazzo della scelta».

E, in effetti, il ruolo di queste scuole di lingue è cambiato: sono diminuiti i ragazzi che devono imparare da zero ma sono in aumento quelli che hanno voglia di approfondire, fare conversazione, sostenere gli esami dell’università del Cambridge ( circa 1400 ogni anno): « Ora siamo molto più impegnati di un tempo nelle aziende con corsi di formazione, mentre in aula arrivano quei ragazzi che vogliono recuperare una lingua studiata poco e male sui banchi di scuola, o chi ha voglia di avere una marcia in più in vista delle tante occasioni di studio all’estero. Tutti, oggi, conoscono l’Erasmus  e il valore di un’esperienza all’estero».

Sin dai banchi delle elementari, il English Language Centre offre un ventaglio di opportunità di apprendimento: gli "early leaners" che sono test per i più piccoli, dagli 8 ai 12 anni, poi si alza il livello sino ad arrivare al "First Certificate" o al "Proficency".

«Il consiglio che posso dare è quello di iniziare presto lo studio della lingua inglese – conclude Barbara Wills – I più piccoli guardano i cartoons in lingua originale, poi si devono impegnare anche con la grammatica. L’importante è che sia un gioco continuo, un aggiornamento costante, un’opportunità di crescita personale  e non, semplicemente, una materia in più di scuola. L’inglese è vivo e tale va considerato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 febbraio 2006
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