«Istituiamo una commissione mista per lo Statuto Comunale»

La Margherita propone di costituire un gruppo consiliare per le modifiche dello statuto

riceviamo e pubblichiamo

Il centrodestra, nella seduta del consiglio comunale di lunedì 30 gennaio 2006, ha proposto l’abrogazione dell’articolo 14 dello Statuto, ovvero del suo comma 4, congiuntamente all’introduzione di un nuovo articolo 15 bis. Secondo il centrodestra l’articolo 14 impedirebbe al consiglio comunale di esercitare il potere di controllo sulle aziende e sugli enti da esso partecipati con capitale maggioritario.

Il comune, infatti, possiede partecipazioni di maggioranza in aziende, enti, istituzioni (Teatro S.p.A., Saronno Servizi S.p.A., ecc.) appositamente costituite per erogare servizi di pubblica utilità o di carattere collettivo, nei cui consigli di amministrazione vengono nominati rappresentanti del comune stesso. Su tali società l’amministrazione comunale esercita poteri di indirizzo e di controllo, attribuiti dallo Statuto.

Nella seduta del 30 gennaio la maggioranza di centrodestra ha confessato la propria difficoltà ad esercitare i poteri di controllo e di indirizzo, a causa della scarsezza di informazioni provenienti delle società partecipate. Da qui la decisione di proporre la modifica dello Statuto, finalizzata a nominare consiglieri comunali nei consigli di amministrazione delle società citate.

Ad una prima valutazione di ordine politico appare chiaro che, nominando i consiglieri comunali nei consigli di amministrazione, si conferirebbe di fatto lo status di controllato a colui che per mandato elettivo deve esercitare il potere di controllo, vanificando e svilendo in tal modo l’istituto democratico del mandato elettivo stesso.

In seconda battuta, ci si riferisce al Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (D. Lgs. 267/2000), il quale dispone che coloro che ricoprono incarichi dirigenziali o di amministratore presso società partecipate dal comune (in posizione maggioritaria), non possono esercitare la funzione di consigliere comunale. È previsto che la legge possa prevedere deroghe al regime di incompatibilità; tuttavia in difetto di tali previsioni resta pienamente operante il regime di incompatibilità. Certamente le deroghe non sono perseguibili mediante modifiche dello Statuto. In tal senso si è espresso il Consiglio di Stato nel 2004 con proprio parere n. 10166.

In terzo luogo, la presenza di consiglieri comunali nei consigli di amministrazione di società ed enti di proprietà del comune, portando con sé asimmetrie informative e conflitti di interessi,potrebbe minare l’efficienza dei mercati nei quali operano le società partecipate, generando situazioni di inefficienza di sistema nell’erogazione dei servizi (queste solitamente si manifestano ora con una caduta di qualità dei servizi, ora con un incremento dei prezzi, ora con bilanci che chiudono in perdita).

Il preambolo XI dello statuto recita: “La comunità dei saronnesi, con il presente statuto, nel fecondo dibattito tra le diverse opinioni, si dà autonomamente le regole fondamentali per l’ordinato e proficuo andamento della propria amministrazione e della vita democratica delle sue istituzioni”.

Parlare di Statuto, quindi,significa chiamare in causa l’identità politico-culturale e le prerogative di base per il buon andamento amministrativo della città.Appare indubbio che ogni tentativo, proposta, intenzione di modifica delle norme statutarie, debba passare per un dibattito esteso e partecipato, che superi gli scranni del consiglio comunale e tocchi quanti credono nei valori di buona amministrazione e di democratizzazione delle istituzioni saronnesi.

È comprensibile che il centrodestra voglia risolvere i problemi che incontra nel controllo delle società partecipate. Ma tali ragioni, seppur importanti, hanno natura contingente e non giustificano ardite e inopportune modifiche statutarie.

In fondo, basterebbe semplicemente far fare alle persone il proprio dovere.

Sarebbe piuttosto opportuno istituire una Commissione Mista per lo Statuto, che, in ordine ai principi esposti, divenga il momento partecipato di confronto democratico sui temi riguardanti lo Statuto Comunale. Materie come quella proposta dal centrodestra troverebbero nella Commissione il giusto contesto per essere discusse e analizzate senza forzature; consentendo – quando ce ne fosse l’occasione – di raccogliere una problematica come quellamanifestata dalla maggioranza e di tradurla in proposta normativa coerente col quadro legislativo e con l’impianto statutario esistente. Inoltre, si propone di porre nell’agenda delle priorità del Consiglio Comunale l’elaborazione di un regolamento dei diritti e dei doveri dei consiglieri comunali, che fissi in modo puntuale le buone condotte alle quali essi devono attenersi. Invero un regolamento del consiglio comunale già esiste, ma l’avanzarsi di certe proposte, come quella del centrodestra, porta a credere che sia necessario richiamare i consiglieri comunali a conformarsi a codici comportamentali più espliciti, che lascino meno spazio ad improvvisazioni che, avanzate ora da una parte ora dall’altra, adombrano la figura stessa del consigliere comunale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 febbraio 2006
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