L’orgoglio degli azzurri varesini

La coordinatrice regionale Maristella Gelmini apre la campagna elettorale di Forza Italia. “Berlusconi ha portato la croce e non è riuscito a cantare”

“Ci hanno definiti ribelli, autoconvocati, ma noi siamo il partito a Varese”. Rienzo Azzi affronta con coraggio la platea indicando un tema che è caro a molti dentro Forza Italia. “Vogliamo i congressi perché c’è il rischio del torpore. Non vogliamo mettere in difficoltà il partito, ma siamo troppo abituati a sopportare”. Il riferimento chiaro era alla Lega e a problemi di democrazia interna.

Un discorso quello dell’assessore provinciale che è andato in una direzione diversa da quello degli altri relatori.

In una sala gremita di militanti Forza Italia ha dato il via alla campagna elettorale per le elezioni politiche del 9 aprile. Con un rituale ormai consolidato Gianpaolo Ermolli ha via via dato la parola a diversi responsabili dell’organizzazione del partito. Un clima molto diverso da quello che si respirava nella primavera del 2002 per le elezioni amministrative o nel 2005 per le regionali. Allora gli azzurri erano forti della vittoria alle politiche e potevano andare tranquilli alle urne in Provincia e in tutte le più grandi città dove non fu necessario neppure un ballottaggio per eleggere i candidati della casa delle libertà. Anche per Buscemi e Formigoni i giochi erano facili e la serata fu una passerella per tutti gli “ospiti”.

Nella serata di avvio della campagna elettorale per le politiche si è invece respirata un’aria meno distesa. La politica ha avuto poco spazio negli interventi per lo più centrati sulle magnifiche doti del premier e sul pericolo rosso. “Se vincesse la sinistra verrebbe un periodo di terrore”, ha tuonato Ermolli nella sua relazione introduttiva. Il pericolo è tanto forte che dovranno essere reclutati 10mila volontari a difesa del voto contro i brogli elettorali.
Massimo Buscemi ha messo bene in guardia gli italiani dal dare il proprio voto alla sinistra. "Ci ritroveremmo con Lussuria ministro della cultura e Caruso quello degli interni. Un paese che andrebbe indietro". L’assessore regionale ha poi citato tutte le critiche che la stampa per niente ostile alla sinistra ha rivolto al programma dell’Unione.

Il senatore Antonio Tomassini ha invece evitato di attaccare gli avversari politici centrando la sua relazione sui valori di fondo di Forza Italia e sul rapporto con la Lega. “Noi crediamo nella tolleranza, nel rispetto della persona umana, nel sociale e nell’etica. Siamo orgogliosi del cambiamento che abbiamo fatto fare al Paese. A volte ci siamo sentiti trascurati ma ora vogliamo dire la nostra perché siamo ben consci dell’importanza che ha la Lega, ma temiamo per quanto potrebbe succedere dopo le politiche qui in provincia. Loro dicono che vogliono andare da soli. Questo ci rammarica, ma non siamo per niente intimoriti. Vogliamo rispetto e pari dignità. E sappiano che Gallarate non si tocca!”

Un tripudio per il “vecchio” senatore in buona forma, determinato e attento a tenere unito tutto il partito.

Dopo un’ora e mezzo di attesa tutta la platea era attenta a Maristella Gelmini. Giovane bresciana, ma già con una lunga esperienza politica. In Forza Italia dall’atto della sua fondazione è stata assessore provinciale, eletta consigliera regionale e poi voluta da Berlusconi quale coordinatrice del partito in Lombardia.

“Sono contenta della dialettica interna al partito e vi ringrazio per il calore con cui mi avete accolta. In questi anni di Governo abbiamo fatto tantissimo. Certo se gli alleati avessero fatto un decimo di quello che ha fatto Berlusconi avremmo potuto fare anche di più. Quando sento parlare di attacco a tre punte mi viene da sorridere. I nostri alleati a volte confondono la porta e fanno degli autogol. E poi ci tocca sentire alcune frasi di Casini. Ma si rende conto che se non ci fosse stato Berlusconi lui non diventava certo presidente della Camera. Vinceremo, ma non basta più solo il sacrifico personale di Berlusconi”. La Gelmini ha poi raccontato a tutti i militanti quanto ha fatto il Governo in questi cinque anni. “Abbiamo realizzato 33 riforme mettendo grande attenzione alle infrastrutture, alla scuola e Università, ai redditi delle famiglie più disagiate. Abbiamo abolito la leva obbligatoria, lavorato sul sociale, sulla salute. Si poteva fare di più se fossimo stati più uniti, ma possiamo dichiararci soddisfatti”.
Sul finire della sua relazione una serie di attacchi personali rivolti a Prodi e rassicurazioni agli azzurri varesini. “Le nostre liste terranno conto anche delle vostre richieste. Metteremo in campo quanto di meglio c’è nel partito”.

E su questa promessa è partito l’inno famoso che portò alla vittoria Berlusconi nel 1994.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 febbraio 2006
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