L’ospedale come istituzione rischia di perdere autorevolezza

Niente di nuovo dall’ospedale, vale a dire che per la cronica mancanza di posti letto è successo che siano stati bloccati i ricoveri in alcune specialità, che i battaglioni di infermieri che dovevano arrivare non si sono visti se è vero che ci sono reparti che hanno letti e organici da ferie estive.
E il “Circolo”, che stenta a soddisfare le richieste della gente che vuole essere curata da medici bravi, è stato sgarrettato senza complimenti, dopo anni e anni di collaborazione dall’ospedale di Gallarate, vale a dire da una struttura eccellente dove ci sono primari di scuola varesina.
Sull’episodio è calata la censura, ma pare che i gallaratesi non siano riusciti a far ricoverare un loro medico a Varese e quindi abbiano bussato a Legnano dove hanno ricevuto un’accoglienza tale da concretarsi presto in collaborazione stretta. Con tanti saluti a Varese.E nessun ringraziamento.

Molti medici varesini di formazione non accademica,quindi tradizionalmente legati alla componente ospedaliera,hanno colto perfettamente il significato della dichiarazione rilasciata dal direttore generale Pampari al termine del confronto con i vertici dell’Insubria: «Il nuovo ospedale non è di insegnamento», cioè nonostante l’Università dell’Insubria sia a pieno titolo inserita nell’azienda ospedaliera, avrà una struttura inadeguata per la formazione dei giovani medici. C’è delusione, soprattutto tra i medici di base che si attendevano un “Circolo” superstar.

L’ospedale come istituzione rischia di perdere autorevolezza, occorre quindi un impegno collettivo per ridargli fiato. Avere avuto ragione in una polemica non è una vittoria, al massimo un passo costruttivo lungo una strada da percorrere assieme. Avendo presente l’obiettivo vero: il servizio alla gente.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 febbraio 2006
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