«La funivia è sicura», apertura a fine marzo

Via libera dal Soccorso alpino alla ristrutturazione dell'impianto: 80 cabine, una su tre è coperta

La funivia del Lago Maggiore è sicura. E’ difatti andata a buon fine l’esercitazione svoltasi venerdì scorso da parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino di Varese (CNSAS). L’obiettivo dell’esercitazione era quello di operare una ricognizione del nuovo impianto a fune che da Laveno Mombello conduce a Poggio S.Elsa. Lo scopo era quello di rivedere le strategie di intervento in caso di blocco dell’impianto e conseguente evacuazione dei passeggeri oltre all’individuazione di una modalita di interento e la relativa prova dei materiali e una delle fasi richieste per il collaudo dell’impianto.

«Dal punto di vista delle problematiche di soccorso – spiegano dal Soccorso Alpino di Varese –  l’unica sostanziale differenza rispetto al precedente impianto è costituita dalla presenza di alcune vetture chiuse, tale scelta vuole incentivare l’utilizzo dell’impianto anche nel periodo freddo rendendo piu confortevole il tragitto. Si è quindi data priorità all’individuazione ed alla prova sul campo di un metodo per raggiungere le vetture chiuse, mettere in sicurezza gli occupanti per poi procedere alla calata fino a terra».
Come consuetudine, la stazione di Varese del CNSAS effettua regolari esercitazioni sui due impianti a fune presenti in provincia: Laveno Mombello e Monteviasco.
Dopo l’esito positivo dell’esercitazione la palla passa ora all’Ustif, l’ente ministeriale che si occupa di collaudare l’impianto.
«La prova di soccorso operata dal CNSAS è obbliogatoria prima del collaudo ministeriale, che avverrà con ogni probabilità la prossima settimana – spiega il dierttore dei lavori, l’ingegner Bruno Rossi -. Se tutto seguirà l’iter previsto, ci vorrà un’altra settimana affinchè giunga la risposta. E’ quindi verosimile la data di fine marzo-inizio aprile per l’apertura al pubblico».
I lavori per mettere a nuovo la funivia hanno permesso di sostituire gli impianti e rendere più sicuro il trasporto degli oltre 50 mila visitatori l’anno. In particolare l’impianto è stato dotato di una cabina chiusa ogni tre, su un totale di 80.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 febbraio 2006
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