La Metanifera: nata a Gavirate, ora scalda il sud Italia

Come cambia il mercato del gas: l'esempio della Mdg. La battaglia è sui prezzi, «ma è importante la rete post-vendita»

Per Gavirate è un’istituzione anche se in paese non opera più. Almeno nel campo del gas. La Metanifera di Gavirate, oggi nota come MdG holding ha smesso, infatti, di gestire il servizio gas nella zona, cedendo condotte e vendita gas a due società collegate di Crema: «Siamo un’azienda giovane e ancora piccola – spiega Emilia, responsabile dell’ufficio clienti di Mdg Holding – Il nostro territorio è abbastanza saturo e conta gestori di dimensioni importanti: Aspem, Italgas, Enelgas. Abbiamo optato per altre zone».

La Holding ha vinto, insieme ad altre piccole realtà locali, gli appalti di fornitura e gestione in Basilicata, nel parco del Pollino, a Latina e nel frosinate. Inoltre sta ultimando lo studio per la metanizzazione della piana di Magadino in Ticino e sta realizzando la rete in un quartiere di Varsavia.
A Gavirate rimane il cuore pulsante, i servizi, il commerciale e anche attività parallele come la produzione di energia elettrica dal gas, che entro breve raddoppierà, e la gestione dell’acquedotto.

«Il settore del gas è molto complicato – si ci spiega la signora Emilia, da quarant’anni in questo campo – la legislazione è ferrea e molto particolareggiata. Spesso ci sentiamo dare dei "ladri" per gli elevati costi delle bollette, ma tutto il settore è ampiamente normato e non c’è spazio di manovra per le società che gestiscono».

In Italia, il gas arriva da tre punti: Libia, Olanda e Russia. Al nord sono soprattutto le condotte provenienti dalla Russia e dall’Olanda a rifornire la rete. I grandi tubi nazionali e regionali sono tutti in mano alla Snam che ne ha la gestione e il controllo fino alle cabine di arrivo dei paesi o gruppi di paesi. Da questo punto, la rete che collega le singole abitazioni è gestita da altre società ( più o meno locali) che le ottengono in concessione e ne garantiscono la sicurezza. Diverso è il discorso per chi vende il gas. I commerciali sono più numerosi: si va dai colossi Eni, Edison, Enelgas ad altri più piccoli. Queste sono le società che ci inviano la bolletta, che ricomprende il canone d’affitto della tubatura ( un po’ quello che avviene con la rete di telefonia fissa).

Il prezzo del gas viene deciso dall’Authority considerando una serie di indicatori: quattro volte all’anno, si può decidere una variazione di prezzo in base all’andamento del mercato.
Il guadagno delle società commerciali sul singolo cliente è esiguo, si parla di pochi centesimi a metro cubo. Quindi l’affare esiste solo se si riesce a gestire una quantità ampia di clienti: «Ci sono aziende, ma non è il nostro caso, che stanno puntando sul porta a porta per conquistare nuovi clienti anche in piazze già gestite da altri fornitori. Anche a Gavirate è successo che una decina di privati ha scelto un altro fornitore. Secondo me, però, è bene guardare oltre ai benefici economici, anche la rete post vendita. Noi abbiamo uffici aperti a disposizione della cittadinanza. Altri si affidano ai call center che, però, non offrono lo stesso servizio in termini qualitativi».

La crisi energetica legata alla Russia ha già creato una prima conseguenza: l’impennata dei prezzi: « Per quanto riguarda le scorte – commenta la signora Emilia – credo che gli effetti si vedranno tra uno o due anni. Dipenderà da quanto si intaccano le riserve, dall’andamento degli accordi bilaterali che il nostro paese otterrà».

Per il momento, secondo la responsabile dell’Ufficio clienti di MdG holding, è bene seguire il decreto Sacjola: «Abbassiamo di un grado la temperatura in casa e diminuiamo di un’ora l’accensione. E non ci limitiamo al primo mese. Abituiamoci a rispettare sempre la legge. Solo così riusciremo a contenere efficacemente i consumi».
E questa raccomandazione vale per tutti, anche per i gaviratesi ormai "orfani" della Metanifera….

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 febbraio 2006
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