La questione rifugiati approda in Regione

Ferno, Lonate Pozzolo e Somma Lombardo ribadiscono il no per le case delocalizzate. Al momento non ci sono comuni che hanno aderito al nuovo bando regionale

Asilanti sì, asilanti no. In provincia di Varese, dopo le vicissitudini dei giorni scorsi, con una quarantina di rifugiati accampati per giorni e giorni all’interno dell’aeroporto di Malpensa, l’argomento è di grande attualità. La Regione Lombardia da mesi sta cercando di trovare una soluzione per tamponare una situazione d’emergenza, che ha assunto i caratteri di una vera e propria tragedia umanitaria anche e soprattutto a causa dei continui arrivi nello scalo varesino. I comuni che hanno dato la disponibilità per accogliere i rifugiati sono quattro: Samarate, Cardano al Campo, Sesto Calende e Malnate. I posti a disposizione degli asilanti sono solo 15, insufficienti, come ha dimostrato l’emergenza dei giorni scorsi. Al nuovo bando aperto dalla Regione al momento non ha aderito nessun comune. L’unico dato certo è il no fermo e deciso ribadito dalle amministrazioni di Ferno, Lonate Pozzolo e Somma Lombardo: «Non è cambiato nulla – spiega il sindaco lonatese Piergiulio Gelosa – rispetto ad inizio febbraio. Oggi in commissione al Pirellone ribadiremo il nostro parere contrario: le case delocalizzate non saranno la soluzione per i rifugiati. C’è un bando, se ci sono comuni che vogliono aderire, si facciano avanti, noi non possiamo accollarci anche questo onere. Il problema rifugiati esiste, non c’è dubbio, ma i nostri comuni hanno pagato un dazio pesante a Malpensa e non possiamo rispondere anche in questo caso». La commissione casa è stata convocata per volere dell’assessore Piero Borghini.

L’ultimo bando promosso dalla Regione scade il prossimo 15 marzo, ma al momento non ci sono risposte positive. In precedenza, tre anni or sono, i comuni sopra citati hanno accolto l’invito a creare villaggi d’accoglienza per l’integrazione sociale, con cofinanziamenti regionali fino all’80 per cento del costo sostenuto dal Comune. Per i rifugiati esistono inoltre due centri di prima accoglienza a Varese ed uno a Marzio, dove i richiedenti asilo rimangono in attesa dell’espletamento delle carte necessarie alla permanenza in Italia.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 febbraio 2006
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