La Whirlpool si infrange sul muro della Fortitudo

Bologna-Varese 86-60. Dopo 10' buoni i biancorossi vengono travolti da una Climamio dalla difesa impenetrabile

Si infrange a Bologna il sogno varesino di tenere aperta la striscia vincente che contava quattro successi in fila. E si infrange in modo fragoroso, con una caduta dal divario molto ampio frutto di una partita durata solo 20’. A differenza di Milano però, va detto che gran parte del merito della vittoria va ad una Climamio davvero debordante per potenza, tasso tecnico e capacità la cui imbattibilità casalinga dura da un anno. Chissà perciò che la “legnata” subita in Emilia non possa aiutare la crescita di questa squadra, forse un po’ troppo sicura di sé nell’approcciare la gara. Giovedì in coppa contro Siena bisognerà ritrovare i meccanismi saltati nel secondo tempo e rispolverare le tute da operaio necessarie per fare strada contro certi avversari. Certo che mantenere il distacco su cifre meno pesanti non sarebbe stata una brutta cosa.

COLPO D’OCCHIO – Si riempie poco alla volta il vecchio PalaDozza, ma alla fine saranno 5.400 i presenti nell’arena colorata di blu. Tra loro anche un general manager Nba, il mito Jerry West, e un ex Roosters tricolore, Veljko Mrsic. Arriva anche una buona rappresentanza di tifosi varesini a scaldare l’ambiente. I padroni di casa entrano accompagnati dall’inno della Fortitudo, cantato dagli Stadio, la società dedica un grande applauso al “barone” Schull, bandiera anni ’70, scomparso un anno fa.

PALLA A DUE – Squadre al gran completo per Repesa e Magnano. Il coach croato fa alzare il duo italiano Belinelli-Mancinelli mentre quello argentino risponde con il classico quintetto che prevede Hafnar e Albano in ala.

LA PARTITA I padroni di casa si presentano con due triple (Belinelli-Lorbek) ai quali replica immediatamente Garnett. Fin da subito la Climamio sfrutta il maggior peso sotto i tabelloni: ne fa le spese Albano, subito gravato di tre falli. Entra De Pol (fischiatissimo) e dopo il 7-7 di Collins, Repesa sceglie di pressare a tutto campo ma subisce la bomba dello stesso capitano. Entra Becirovic e finalmente Garnett batte un avversario in palleggio: al 5’ è 9-13. In campo c’è pure Bagaric per il quale gli arbitri sembrano aver abolito la regola dei 3 secondi, tanto il pivot staziona in area. Oltre all’attacco di casa si inceppa anche il cronometro dei 24”: si prosegue con il conteggio manuale tra le proteste di Magnano. Alla ripresa Varese rimane avanti pur con un paio di errori di troppo dall’arco: al 10’ finisce 17-19.
La difesa di casa è la chiave giusta per leggere il secondo periodo, che si apre con tanti errori dai due lati (finché Green è bravo a pareggiare e sorpassare) ma prosegue con una Varese un po’ imbambolata e a secco per 5’. Bolzonella entra ed esce come un pugile suonato, buon per la Whirlpool che pure la Effe non è sempre precisa. Garnett rompe il digiuno contro una difesa di casa davvero granitica. Non basta: Green domina il quarto e porta i suoi a +8. Nel momento meno buono arriva il terzo fallo di Lorbek, ma non quei punti necessari a ristabilire il riavvicinamento. La pausa è provvidenziale per i biancorossi che si accomodano negli spogliatoi sotto di sette: 34-27.

La Climamio valica subito quota 10 punti di vantaggio e con Garris arriva al 41-27 dopo meno di 3’ di gioco, un parziale durissimo dal quale i “Magnano’s” non si risolleveranno più. L’ex play di Reggio Emilia vuole cancellare la gara di andata quando fu “massacrato” da Collins e va ancora a segno contro Farabello. Hafnar e Fernandez trovano qualche punto ma il punteggio continua a gonfiarsi pro Bologna: ancora Garris due volte, 53-31 e la partita virtualmente finisce qui. Hafnar e i liberi di Collins muovono il punteggio ma all’ultimo intervallo il tabellone è impietoso nell’indicare 64-41 per i padroni di casa.

IL FINALE – Gli ultimi 10’ sono una tranquilla passeggiata verso il traguardo per i padroni di casa che comunque non abbassano mai la guardia e anzi, provano schemi efficaci contro la zona. Repesa concede minuti-esperienza ai giovani Diviach e Bruttini, Rombaldoni e Ress riprendono confidenza con il canestro, Bolzonella e Garnett evitano il “trentello”. Finisce in malora, 86-60.

MAGNANO – “Dopo 10’ è saltato tutto". Non usa parafrasi coach Magnano per commentare la partita. "La Fortitudo ha grandissimo merito in questo, ha disputato una partita di grande qualità alla quale noi per mezz’ora non abbiamo trovato risposte adeguate. Ci è mancata un po’ di lucidità ma, certo, la "forma" della sconfitta non mi sta affatto bene. Dobbiamo lavorare meglio a partire dagli allenamenti in settimana". Ma il tecnico si ribella a chi gli chiede di una Varese debole con le grandi: "Ricordiamoci che a Masnago era finita diversamente, prima di accusare la mia squadra".

IL TABELLINO


La classifica (dopo la 3° di ritorno). Treviso, Siena, F. Bologna 30; Napoli 28; Roma, Udine 26; V. Bologna, Varese, Milano 24; Biella, Reggio E. 20;  Teramo 16; Cantù 14; Roseto, Livorno 12; C.d’Orlando 10; Avellino 8; R. Calabria 6.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 febbraio 2006
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