Luigi Malerba: “Che vergogna scrivere”

Consegnato a Villa Recalcati il premio Chiara alla Carriera all'autore parmense

Luigi Malerba (pseudonimo di Luigi Banardi), 79 anni e quindici libri alle spalle, oltre al premio alla carriera meriterebbe un premio all’ironia. Un autore versatile, come lo ha definito Cesare De Seta. Ed anche brillante, simpatico, pungente e saggio al punto giusto da poter giudicare il suo tempo. «Oggi viviamo in un’età maccheronica – dice lo scrittore – perché così come il maccheroinico è una parodia della lingua latina, assistiamo ad una parodia della politica e della finanza. Tutto è ridotto a parodia».
Un premio alla carriera fortemente voluto dal compianto Gottardo Ortelli, scomparso pochi anni fa, con una motivazione che sottolinea l’eclettismo dello scrittore: "Per la qualità della sua opera letteraria tesa a valorizzare oltre allo specifico letterario anche la sua capacità di comunicazione".
Malerba, infatti, ha seguito molti filoni di scrittura nella sua carriera. È quello che si definsice un avanguardista (era tra gli scrittori del Gruppo 63). Ha sperimentato dal romanzo alla sceneggiatura per il cinema, passando dalla pubblicità e dalla letteratura per ragazzi. E non c’è da stupirsi: «Scrivere – dice Malerba, con semplicità e con la gioia che solo gli artisti hanno – è molto facile, perché è un meccanismo che mi guida e che si adegua alle cose che scrivo in modo automatico. E’ divertente, e nel divertimento è compresa la fatica. Quella fatica che ti permette di stabilire un vero rapporto con il lettore al punto che le storie che scrivi continueranno a vivere in chi le legge come sentimento, turbamento, malinconia e rabbia» .
Per lui la scrttura non è educare, ma permettere di ragionare, stare all’erta, fare esercizio di critica.

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Premio Chiara alla carriera 2006 - Luigi Malerba 4 di 6

Nonostante Malerba abbia scritto per il cinema, non ama andare a vedere i suoi film. « La tv e il cinema danno un prodotto già confezionato. Non riconosco i personaggi, l’ambiente e gli attori. Provo disagio e mi sento stranito, perché c’è un distacco troppo forte tra l’immagine e l’ìimmaginazione».

Niente male per uno che ha pubblicato un libro dal titolo "Che vergogna scrivere". Malerba è un’eccezione  nel panorama letterario italiano, «uno scrittore anomalo», come lo definisce il critico Ermanno Paccagnini: «Nei suoi romanzi il senso e il non senso si incrociano. I suoi personaggi folli e deviati guardano il mondo con menzogna, beffa e ironia per raggiungere la conoscenza».

Il distacco di Malerba dal narcisismo tipico dello scrittore è evidente e gli fa onore. «Scrivere è lo sport preferito di un numero esagerato di persone e che vedono pubblicati i loro romanzi. Ma prima di essere dei bravi scrittori bosogna imparare ad essere dei bravi lettori. Lo diceva anche Pontiggia. Chiunque potrebbe scrivere se si disincrostasse dai condizionamenti dei mezzi di comunicazione di massa. C’è un’espressione segreta che dorme in ogni persona».

Ma qual è il metodo di Malerba? «Io parto sempre dal finale, perché il racconto deve avere una direzione, perché è come un viaggio, poi arriverà anche in un punto diverso da quello prefissato. D’altronde è successo anche a Cristoforo Colombo. E quindi non mi dispiace perdermi nel mare della scrittura».
E con la pubblicità che imperversa come la mette Malerba che ha prestato la sua creatività al mondo pubblicitario?. «La pubblicità puo’ tornare utile al libro perché i libri sono oggettivamente cari. Allora sono andato dal mio editore e gli ho detto che volevo inserire delle pubblicità nel libro per dimezzzare i costi. Mi riferisco a pubblicità non dannose da mettere anche nei libri di testo. Purtroppo gli editori non sono ancora pronti per questa scelta». A proposito di pubblicità negativa lo scrittore  non si lascia sfuggire una battuta feroce: «Stavo scrivendo galline pensierose, ho dovuto interrompere per l’aviaria».
Infine una promessa: «Non conoscevo Piero Chiara e non conoscevo questa città. Purtroppo oggi piove e non potrò visitarla. Però posso inventarmi molte cose su Varese e la racconterò molto bene».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 febbraio 2006
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