Ma tu mi leggi e quanto mi leggi?

L’amore per la lettura e la manutenzione del cervello

"capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive. Viviamo in un tempo in cui i fiori tentano di vivere sui fiori, invece di nutrirsi di buona pioggia e di fertile limo nero. Perfino i fuochi artificiali, nonostante tutta la loro eleganza, nascono dalla chimica della terra. Eppure, non so come, riusciamo a credere di poterci evolvere nutrendoci di fiori e di giochi pirotecnici, senza conchiudere il ciclo del ritorno alla realtà. Conoscete la leggenda di Ercole e Anteo, il lottatore gigantesco, dalla forza incredibile, finché fosse rimasto coi piedi sulla terra? Ma quando Anteo fu tenuto da Ercole sospeso nel vuoto, senza radici, egli perì facilmente. Se in questa leggenda non c’è un insegnamento per noi di questi tempi, in questa città, oggi, allora vuol dire che sono del tutto pazzo"

Ray Bradbury
Fahrenheit 451 (1953)

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Marta Morazzoni è una scrittrice che insegna, o forse è un’insegnante che scrive. Comunque sia ha pieno titolo per esprimere una valutazione sul rapporto tra umani e libri, proprio in virtù del duplice punto di vista che può utilizzare.
Non è il suo il primo grido d’allarme (si veda in proposito quanto pubblicato da VareseNewsin occasione della conferenza da lei recentemente tenuta a Tradate) sulla disaffezione alla lettura che dilaga nell’Italia del secolo ventunesimo, né sarà l’ultimo.

Ma ci stimola diverse riflessioni e ci invoglia a condividerle con voi. Perché si legge poco? In definitiva non manca la materia prima, libri ce ne sono in grande copia, di tutti i generi e, giusto per cominciare a confutare una prima obiezione, per tutte le tasche. Non è il prezzo l’ostacolo che si frappone alla lettura, basti pensare alla rete di Biblioteche di cui è ricco il nostro paese o alla grande quantità di edizioni economiche facilmente reperibili ovunque.

Se dunque il prodotto è disponibile ed il costo è ininfluente allora potrebbe essere l’amore a mancare. L’amore, merce rara anche nelle relazioni fra umani, è un sentimento di difficile definizione e del quale non si conosce con esattezza la genesi. Si possono però fare delle ipotesi, alcune anche suffragate dai fatti, per cercare di studiarne i meccanismi e, quindi, cercare di stimolarne la produzione.

Nello specifico l’amore per la lettura, che non è quello per i libri come dimostreremo più avanti, sembra nascere e svilupparsi molto presto nell’essere umano; al pari di molti altri pare essere un processo imitativo conseguente all’osservazione del comportamento degli adulti.

Se i genitori dimostrano, con i fatti, passione per la lettura, ad esempio utilizzando il tempo serale per leggere delle storie ai propri figli, è probabile che il germe della curiosità inizi a produrre le prime tenere foglioline.

E’ chiaro che una scelta del genere è faticosa per l’adulto, lo costringe ad abbandonare per qualche tempo la rilassante visione di programmi televisivi apparentemente ineludibili, ma a lungo andare produce effetti benefici sia per l’attore che per il convenuto.

Se poi l’adulto riesce, e qui ci rendiamo conto che l’impegno diviene complesso, a svolgere una funzione di mediazione tra il testo scritto e le orecchie dell’infante, ad esempio commentando dei passaggi complessi o spiegando il significato di parole dall’oscuro significato o addirittura rispondendo con garbo alle domande del giovane uditore, allora il risultato potrà essere sorprendente.

Il seme che avrete gettato ed accudito con tanta fatica passerà poi ad altre amorevoli a capaci mani: quelle che la Scuola mette a disposizione dei virgulti umani.

Qui si avranno, in linea generale, due possibilità: la prima, senz’altro la più diffusa, porterà all’incontro tra menti desiderose di sapere e docenti capaci di sostenere l’amore dei piccoli per la lettura, attraverso l’uso di tutte le più moderne tecniche pedagogiche ed anche grazie all’amore che gli stessi docenti provano per la letteratura. D’altra parte è noto che la scuola italiana forma con cura gli educatori e ne segue con attenzione l’intera carriera, sostenendoli e gratificandoli come meritano; la seconda, invero più rara, vedrà i giovani incontrare docenti del tipo:"leggete da pagina 81 ad 86, fate il riassunto e, se volete, un commento". In verità casi assai rari.

Al termine di questo percorso, lungo circa una quindicina di anni, potrete sperare di vedere i giovani appassionarsi per un buon romanzo, saper discernere tra letteratura e spazzatura, osservare il mondo con occhio critico e capire la differenza tra realtà e fantasia (cosa che, con tutta evidenza, non accade a chi sta scrivendo queste righe).

Dicevamo che l’amore per la lettura non coincide necessariamente con quello per l’oggetto libro; infatti quella dei bibliofili è categoria altra dai lettori, anche se spesso i bibliofili sono ottimi lettori; ma il bibliofilo, al pari del collezionista, ama l’oggetto, strabuzza gli occhi davanti ad una legatura ben eseguita, ad una sovraccoperta impreziosita da un’immagine rara, si emoziona per una tavola fuori testo a colori e si commuove di fronte al Caronte inciso dal Dorè. Non ci riguarda, ma magari ne riparleremo.

Tornando alla passione per la lettura, abbandonando il contenitore per riportarci al contenuto, ci piace concludere con un minimo di serietà solo per chiarire che la lettura è, per noi, una necessità al pari dell’alimentazione, che al suo sviluppo deve essere offerta cura da parte di tutta la società, nessuno escluso, perché anche da questa abitudine dipende la crescita di adulti maturi e capaci di spirito critico, raziocinanti e civili; è un dovere sociale stimolare questo amore, perché i Baluba non sono altrove, essi vivono fra noi, senza leggere.

Buona lettura a tutte/i

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2006
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