Marantelli «Sul nuovo ospedale, non ci siamo»

Critico Daneiel Marantelli, esponente dei DS, verso il progetto del nuovo ospedale presentato da Carlo Pampari

Riceviamo e pubblichiamo

Noi lavoriamo da sempre perché l’Ospedale di Circolo sia un polo di eccellenza al servizio della sanità varesina.

È nostra la proposta del giugno ’93 in Consiglio Comunale di Varese di costruire all’interno dell’ospedale un “corpo di fabbrica satellite” che permettesse di rilanciare l’Ospedale di Circolo, l’Università, il loro rapporto con il territorio.

Nostra la proposta presentata in Consiglio Regionale 3 anni fa di istituire un  Comitato di Saggi che affiancasse il Direttore Generale per garantire un dialogo costante con le realtà culturali, sociali, economiche del territorio.

Per affermare una politica sanitaria basata su prevenzione, cure e riabilitazione in luogo di una logica aziendale esasperata che ha impoverito la sanità pubblica a favore di ben individuati interessi privati. Per premiare la professionalità e non l’appartenenza a gruppi e cordate.

Nostra la proposta di realizzare una cittadella della salute all’interno dell’attuale sedime dell’Ospedale, condivisa a suo tempo anche dal Presidente della Regione Roberto Formigoni.

A pochi mesi dal termine dei lavori del nuovo Ospedale la comunità varesina aveva il diritto di conoscere le decisioni sulla cittadella della salute. Per questo abbiamo promosso un dibattito pubblico sul tema. Ringraziamo gli organi di informazione per avere informato correttamente l’opinione pubblica.

Ringraziamo il nuovo D.G. Dott. Pampari delle informazioni fornite.

Apprendiamo che sono previsti a fine anno 750 posti letto comprensivi dell’attuale “Del Ponte”. Non ci siamo. Non bastano. Pavia ha 940 posti letto. Brescia 1200. Due città che vivono la stessa  esperienza universitario-ospedaliera. Le code al Pronto Soccorso e la via crucis per trovare un posto letto trovano spiegazione anche nei tagli ai posti letto medesimi operati in questi anni.

Gravi incertezze esistono sulle risorse finanziarie da destinare ai macchinari ad alto contenuto tecnologico.

Del tutto nebuloso è il progetto di utilizzo degli spazi e dei padiglioni che saranno disponibili con la costruzione del nuovo monoblocco.

A queste domande stringenti, il cui intento costruttivo è sin troppo evidente, deve rispondere il D.G. dell’Ospedale, ma soprattutto devono dar conto le forze politiche che governano Lombardia (FI Lega AN UDC) e che esprimono il Presidente della Regione e l’Assessore alla Sanità.

L’opinione pubblica varesina ha la maturità per capire se sono intervenute difficoltà finanziarie, ma anche l’intelligenza di comprendere la differenza tra problemi oggettivi, gravi sottovalutazioni, manifeste prese in giro.   

Di fronte all’evidente confusione del Centro Destra giova ricordare che nel luglio ’98 il Governo dell’Ulivo ha istituito l’Università dell’Insubria, e che nel marzo ’99, sempre il Governo dell’Ulivo, ha destinato 206 miliardi di vecchie lire, il più grande investimento pubblico degli ultimi 50 anni nella città di Varese per la costruzione del nuovo Ospedale.

È anche in forza di questo che non molleremo la presa e incalzeremo chi di dovere sino a quando ai cittadini non verranno fornite risposte convincenti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2006
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