Marco Re Calegari escluso dalle Paraolimpiadi di Torino

L'amaro sfogo dell'atleta della Polha, che a due settimane dai giochi invernali è stato fermato dal Coni per generici "problemi cardiaci"

"Grazie per avermi permesso di buttare via tre anni della mia vita". E’ amaro lo sfogo di Marco Re Calegari, l’altleta della Polha di Varese (nella foto) che avrebbe dovuto partecipare dal 10 al 19 marzo alle Paraolimpiadi di Torino 2006. Calegari ha appena ricevuto la brutta notizia dal Coni: dopo la visita del medico sportivo per il nullaosta alla partecipazione a Torino 2006, gli sono stati riscontrati dei non meglio precisati "problemi cardiaci", motivo dello stop.

"Non si capisce quali problemi cardiaci, la lettera non lo spiega – dice l’atleta di Cairate – Però mi dicono che tra due mesi mi visiteranno di nuovo e forse allora sarò idoneo, ma intanto le Torino 2006 è un sogno che vedo sfumare".  Una brutta botta per chi si è allenato ogni giorno per tre anni con l’obiettivo di gareggiare alle Paraolimpiadi con una specialità tanto divertente quanto faticosa: lo sledge-hockey, praticato con degli speciali slittini e con "tanto ma tanto lavoro di braccia". E forse è proprio il fervore con cui si è allenato ad avergli affaticato il cuore: "Ogni giorno almeno due allenamenti, a volte tre – racconta Marco – forse è stata colpa mia, ma non è comunque corretto arrivare così vicino alle Olimpiadi con la visita medica per poi far arrivare il responso negativo a due settimane dall’inizio del ritiro".

Il 47enne atleta della Polha, ha dunque preso carta e penna e ha scritto una lettera di protesta al Comitato per le paraolimpiadi: "Se mi avessero fatto la visita nel mese di ottobre come agli atleti dello sci alpino ci sarebbe stato per me il tempo di rientrare nei parametri in modo da poter partecipare alle Paralimpiadi? – domanda nella lettera – Esistono forse atleti di serie A e atleti di serie B anche nel Cip? Perché ho dovuto sostenere questa visita solo ora?"

"Ho partecipato a 3 paralimpiadi, e il Cip/Fisd sa bene che mi era stato riscontrato un "problema” cardiaco dovuto all’eccessivo allenamento, sempre tenuto sotto controllo medico.  Nel mese di novembre 2005 infatti ho superato come ogni anno i controlli presso il Centro di Medicina Sportiva di Varese, dove il professor Carletti e i suoi colleghi sanno bene la mia situazione", spiega ancora Calegari che oltre allo sledge-hockey pratica canoa e atletica.

"E’ dal mese di febbraio 2003 che mi preparo per questa sfida della rappresentativa italiana di sledge-hockey – raconta Marco – Sono stato il primo a salire sullo slittino, e da quel momento non ho perso un allenamento. Negli ultimi tempi ho senz’altro ecceduto con l’impegno di preparazione atletica con allenamenti in piscina e in handbike e poi alla sera di hockey, proprio perché sapevo che la sfida con le altre nazioni sarebbe stata durissima e volevo essere all’altezza di affrontare questa responsabilità. E tutto questo a cosa mi è servito? Ottengo proprio il contrario di quello per cui ho lavorato tanto!".

L’ottimismo e la grinta del campione, alla fine, vincono sull’amarezza: "Vuol dire che mi riposerò due mesi, come chiedono i medici del Coni e poi comincerò ad allenarmi per le gare di canoa del 2008 a Pechino" conclude l’atleta varesino, che perse entrambe le gambe nel 1982 in seguito ad un incidente della strada e che da allora ha trovato nello sport uno stimolo e un mezzo per esprimersi sempre al massimo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2006
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