Maroni: “La base della Lega chiede di uscire dalla CdL”

Lunedì il consiglio federale del Carroccio deciderà quale posizione prendere dopo le frizioni con Berlusconi

"Quello di domani (lunedì) non sarà un Consiglio federale di routine, – afferma Roberto Maroni all’Ansa, – come sarebbe dovuto essere, perché, alla luce di quello che è accaduto e sta accadendo nelle ultime ore, la Lega domani si porrà delle domande precise visto che non siamo una appendice della Cdl".
L’irritazione del ministro per quanto deciso rispetto al collega Calderoli, è forte ed evidente dalle parole che usa con il cronista dell’agenzia di stampa nel parlare di Berlusconi.  "Ci porremo delle domande – spiega Maroni – e la prima è perché Berlusconi venerdì sera abbia immediatamente fatto un collegamento tra i fatti di Bengasi e la maglietta di Calderoli. La sinistra è venuta dopo. E anche ieri, persino dopo le dimissioni di Calderoli, Berlusconi ha detto cose che non sono piaciute alla Lega". "Poi – aggiunge il dirigente leghista – c’é un altro fatto non bello di cui dovremo discutere: alcuni componenti del nostro consiglio federale oggi mi hanno riferito di aver ricevuto, con loro grande sorpresa, telefonate da Berlusconi, chiedendomi se era accaduto anche a me. A me Berlusconi non ha telefonato. Ma la cosa che mi hanno riferito non è usuale e merita una valutazione".
Certo la fibrillazione tra i partiti della casa della libertà è massima perché manacno ormai pochi giorni alla presentazione delle liste elettorali e quanto sta accadendo potrrebbe avere degli epiloghi del tutto inaspettati. Del resto la base della Lega preme perché i dirigenti non "mollino" Calderoli e la sua battaglia.
Berlusconi prova a ricucire, ma non può nemmeno accettare diktat dalla Lega perché gli alleati non glielo permetterebbero.
Il premier ha diffuso una nota dove afferma di essere "esterrefatto per le dichiarazioni del ministro Maroni, che sono assolutamente infondate nei fatti. Non c’é dichiarazione che io abbia proferito, non c’é decisione che io abbia assunto, se non in totale e continuativa sintonia con il leader della Lega Umberto Bossi, con il quale sono stato costantemente in contatto, fin dal primo momento di questa vicenda. "Mi sono quindi comportato, nei confronti del ministro Calderoli e della Lega – ribadisce il presidente del Consiglio – nella maniera più trasparente, leale e corretta che si possa immaginare, come può testimoniare pienamente l’onorevole Bossi, e come è logico e doveroso che sia nei confronti di un alleato trasparente, leale e corretto come la Lega".

Nella giornata di lunedì si dovrebbe conoscere quale saranno gli sviluppi della questione e quali le decisioni dei vertici leghisti.
I media del Carroccio, compresi i forum sul web sono in subbuglio perché chiedono a gran voce un ritorno alle origini contro chi avrebbe tradito la lealtà della Lega.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 febbraio 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.