Mizar, lavoratori “delusi e indignati” ma si tratta

Trattative "costruttive" fra le parti quelle avviate ieri; nuovo round negoziale all'inizio del prossimo mese

 

"Le lavoratrici e i
lavoratori della Mizar si sono riuniti oggi in assemblea ed hanno
espresso
delusione, rammarico, contrarietà e indignazione per
la decisione presa dalla proprietà sullo stabilimento di Busto
Arsizio.

Dall’assemblea è
emerso un possibile percorso per la gestione positiva di questa
delicata situazione.
E’ seguito l’incontro
tra la delegazione sindacale e la direzione aziendale. Nel confronto
si sono studiate tutte le possibili soluzioni percorribili, anche
utilizzando gli ammortizzatori consentiti. Anche per avere il tempo
di effettuare i necessari approfondimenti, le parti si rincontreranno
a breve". Questo il testo, breve e criptico, del comunicato congiunto emesso da Filtea Cgil, Femca Cisl, Al Cobas, SinCobas e dalla RSU aziendale della Mizar, azienda in cui sono gravemente a rischio 110 posti di lavoro dopo che la proprietà ne ha annunciato la chiusura a fine febbraio.

Scavando sotto la superficie del comunicato emerge che le trattative sembrano svolgersi in modo costruttivo. I lavoratori Mizar e i sindacati hanno discusso ieri con la proprietà le tre possibilità esistenti prospettate dalle parti: trasferimento integrale a Bergamo dello stabilimento, mobilità e cassa integrazione speciale, della quale si sono chiesti 24 mesi. La proprietà si sarebbe mostrata disponibile, rendendosi conto della situazione sfavorevole per i lavoratori, e sarebbe anche disposta a venire incontro ad essi, per quanto possibile in una situazione di crisi che dura ormai da troppo tempo. Intanto la cassa integrazione ordinaria, che scadeva a fine mese, è stata prolungata di quattro settimane.

Il prossimo appuntamento con la proprietà è per il 1° marzo, sempre presso lo stabilimento Mizar.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2006
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