Nossa: “Malpensa laboratorio del precariato”

Numerosi interventi all'inocntro "Precariare stanca", voluto dai Ds. Marantelli: "Puntiamo su formazione e qualità, non ha senso competere sul costo del lavoro"

Il precariato in provincia di Varese è una presenza invadente da alcuni anni. All’incontro organizzato dai Ds, “Precariare stanca”, Francesco Maresca, consigliere comunale uscente dei Ds, ha presentato uno studio sul lavoro atipico in Italia e in provincia di Varese: i dati sono allarmanti. Circa un quinto dei lavoratori ha contratti a tempo indeterminato, il resto è diviso tra precari, atipici, a progetto, stagionali e così via. Circa 15 mila sono collaboratori puri, un’enormità. La flessibilità sta via via diventando una prassi consolidata. Malpensa ne è l’esempio lampante: «Nel 2001 erano 14 mila gli addetti nell’aeroporto, oggi sono 17 mila – spiega Flavio Nossa, della segreteria provinciale di Cgil -. Il problema è che dal 2001 non si registrano assunzioni a tempo indeterminato, quindi i precari sono almeno 3 mila, più quelli che già c’erano. La situazione è insostenibile. Lo scandalo è che né Sea né Enac ci forniscono i dati aggiornati. Io sottoscrivo in pieno la proposta referendaria per abrogare il lavoro precario, l’unica soluzione per dare un futuro a tanti lavoratori».

Daniele Marantelli, del direttivo nazionale Ds, parla di «una provincia dove il lavoro c’è, il settore manifatturiero rimane importante: nel 2004 si è registrato un export di oltre 7 mila miliardi di euro. La competizione non deve essere fatta sul costo del lavoro, se no la battaglia è persa: bisogna puntare su qualità, formazione, tecnologia – prosegue Marantelli -. Il governo di centrodestra non ha fatto politiche industriale adeguate e lascia un Paese alla deriva. La flessibilità può essere un valore se pensata bene, il precariato va estirpato: molti giovani laureati costretti a lavorare senza qualifiche sono umiliati nella persona prima che nei diritti. L’incertezza di tanti giovani si ripercuote su una difficoltà generalizzata a progettare il futuro».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2006
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