Nuovo paniere Istat: addio al brie e ai body da donna

Aggiornata la lista di prodotti che verrà analizzata dall'istituto di statistica. Tramontano le videocassette ed entrano i bed and breakfast e il latte in polvere

Cambiano i gusti dei consumatori e si aggiorna, come ogni anno, la lista dei beni che entreranno nella lente di osservazione dell’Istat. Si parte dalla tavola: brie, provolone e caciocavallo abbandonano il paniere – l’elenco dei prodotti sui quali l’istituto di statistica calcolerà i prezzi e le loro variazioni – per fare posto a ricotta, formaggi stagionati a pasta filante e di produzione locale e ananas.

Nel settore moda escono i tessuti, la bigiotteria e i body da donna per accogliere tra le new entry il pigiama da donna, le felpe e i jeans da bambino. Tramonta il noleggio di videocassette e arrivano i bed and breakfast, gli apparecchi odontotecnici e il latte in polvere.

I prodotti esaminati dall’istituto di statistica sono in totale 562, di cui 502 rilevati a livello locale e 60 a livello centrale. Di essi 417 verranno monitorati mensilmente, 107 trimestralmente e 38 due volte al mese. Oltre al ribasamento – la revisione dei beni del paniere – ciascun comune è tenuto a rivedere i propri piani di rilevazione degli esercizi commerciali da visitare nel corso dell’anno.

L’operazione è avvenuta anche a Varese dove 19 unità di rilevazione – centri d’acquisto come grandi magazzini, ipermercati, cooperative, negozi e supermercati – sono state sostituite da altre 26 per un totale di 535 . A livello regionale è stato aggiornato inoltre il peso di ciascun prodotto nella definizione degli indici dei prezzi al consumo. Trasporti, prodotti alimentari, bevande analcoliche e servizi ricettivi e di ristorazione sono i capitoli di spesa determinanti in territorio varesino mentre sono istruzione, bevande alcoliche, tabacchi e comunicazioni quelli meno incisivi.

Cresce infine – da 4333 a 4823 – il numero delle quotazioni da rilevare per ogni genere di spesa. Le più consistenti anche in questo caso sono quelle sui prodotti alimentari (1269 esclusi quelli freschi), quelle sugli alimentari freschi e le bevande analcoliche (732) e quelle su mobili, articoli e servizi per la casa (529). A ciò si aggiungono le 182 quotazioni rilevate si fini del calcolo dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Unione Europea (172 relativi al capitolo servizi sanitari e spese per le salute e 10 al capitolo istruzione) e 100 canoni  di affitto e spese condominiali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 febbraio 2006
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